Una proposta per evitare lo “scalone” pensionistico

come correggere le pensioni e le quote di pensioni retributive, accelerando la fase di transizione Dal 2008 entrerà in vigore il cosiddetto “scalone Maroni-Tremonti” e il pensionamento sarà possibile, indipendentemente al criterio di calcolo della pensione (retributivo, misto, contributivo) [1]: - a 65 anni di età per gli uomini e 60 per le donne [2]; - a 40 anni di contribuzione a prescindere dall’età; - a 60 anni di età (61 per gli autonomi) e 35 di contributi [3]. [...]

di |2020-01-15T21:09:49+00:0021 Marzo 2007|Categorie: Editoriale, Pensioni|

PIL, fondi pensione e TFR

La capacità della Finanziaria-2007 di incentivare i lavoratori privati ad indirizzare il TFR ai fondi pensione è ancora oggetto di dibattito (cfr. Cesari 9/1/07 su www.lavoce.info), ma nel contempo il Governo annuncia (cfr. Il Sole24Ore del 6 Gennaio u.s.) un prossimo decreto per coinvolgere nello smobilizzo anche i dipendenti pubblici per i quali l’operazione è più complessa [1]. Il dibattito continua a soffrire di alcuni limiti riguardo: 1) gli orizzonti temporali per il confronto dei rendimenti; 2) il ruolo [...]

di |2020-01-15T21:10:26+00:0011 Gennaio 2007|Categorie: Editoriale, Pensioni|

Per una scelta responsabile sul TFR

incoerente il fondo-infrastrutture ed eccessivo il fondo di garanzia Utilizzando documenti di fonte ISTAT, Banca d’Italia, Capitalia e CERM, cerchiamo di raccogliere il maggior numero di riferimenti per inquadrare il problema dello smobilizzo del TFR. Le imprese micro e piccole: numero, addetti e dipendenti La classificazione delle imprese fa riferimento al numero di addetti che, oltre ai lavoratori dipendenti, per i quali vale il TFR, include anche i titolari dell’impresa e i collaboratori a vario titolo. La seguente tavola [...]

di |2020-01-15T21:11:13+00:0030 Ottobre 2006|Categorie: Editoriale, Pensioni|

Un po’ più di “coraggio” per valorizzare il TFR nei pilastri privati

La Finanziaria[1] smobilizza gli accantonamenti al TFR che, quando non destinati a previdenza complementare, andranno per il 50 per cento[2] su un conto corrente aperto in tesoreria, per essere gestiti dall’INPS per “finalità pubbliche”. Alla novità sulla destinazione degli accantonamenti è gia stato dedicato il precedente OpEd. Si desidera, adesso, proporre un commento alla novità riguardante le compensazioni alle imprese. Ponendosi nell’ottica di integrale smobilizzo verso i pilastri privati (quella positiva, che darebbe impulso al multipillar e miracolosamente preserverebbe [...]

di |2020-01-15T21:11:37+00:0003 Ottobre 2006|Categorie: Editoriale, Pensioni|

Il “nuovo” TFR per la previdenza complementare

La Finanziaria contiene misure sicuramente positive per realizzare il risanamento della finanza pubblica e il rispetto dei vincoli europei. Il disavanzo si riduce e con esso il debito, riportando il sentiero della finanza pubblica su una strada sostenibile.  Tuttavia vi sono due aspetti che meritano un’attenzione particolare: la decisione di rivedere aliquote e scaglioni dell’imposta sul reddito e soprattutto l’utilizzo del TFR. Per quanto riguarda la prima, non vogliamo entrare nel merito e ci limitiamo solo a ribadire la preferibilità [...]

di |2020-01-19T19:42:38+00:0002 Ottobre 2006|Categorie: Editoriale, Pensioni|

Che cosa resta della riforma delle pensioni e del TFR?

sperando in revisioni dell'ultimo minuto della bozza di Finanziaria Per quanto si siano ormai perse abitudine e speranza a progettare una riforma delle pensioni che sia l’”ultima”, ci si attendeva uno sforzo molto maggiore, per l’importanza che la sistemazione di quello che è un “cantiere” aperto ormai da un quindicennio ha nella definizione delle condizioni macro e microeconomiche per il compimento di altre, tante riforme (cfr. intervento di F. Pammolli in Confindustria il 22 Settembre u.s). L’attesa era sostenuta [...]

di |2020-01-15T21:11:54+00:0030 Settembre 2006|Categorie: Editoriale, Pensioni|

Pensioni e mercato del lavoro: “uniti” da una riforma liberale

Nonostante l’ultimo intervento sulle pensioni pubbliche risalga a poco più di un anno fa (la Legge Delega Previdenziale del 2004 o riforma “Maroni-Tremonti”), nel dibattito pre-Finanziaria 2007 si ritorna a parlare di riforma pensionistica. I motivi sono essenzialmente due: (1) l’innalzamento del requisito anagrafico per l’anzianità, (2) e la persistenza della “gobba” di spesa, pur traslata in avanti di una decina di anni. Alcuni commenti sul primo motivo. Con l’obiettivo di ridurre l’incidenza della spesa pensionistica sul PIL, la [...]

di |2020-01-15T21:12:05+00:0029 Settembre 2006|Categorie: Editoriale, Pensioni|

Fiscalità della previdenza privata e adeguatezza delle pensioni

Anche dopo la stabilizzazione dell’incidenza sul PIL della spesa pensionistica dal 2050 (14,7 per cento nelle proiezioni contenute nell’ultimo Programma di Stabilità), l’agenda riformista deve affrontare un altro problema: quello dell’adeguatezza delle pensioni. L’obiettivo di policy, infatti, non può avere soltanto natura finanziaria (il controllo della spesa), ma deve riguardare anche i livelli di reddito disponibili per la quiescenza e la loro riduzione rispetto a quelli da lavoro. Mano a mano che il criterio di calcolo contributivo entrerà a [...]

di |2020-01-15T21:12:29+00:0029 Settembre 2006|Categorie: Editoriale, Pensioni|

Smobilizzo del TFR e opting-out: una proposta strutturale

Dal 1993, anno del primo intervento normativo (il Decreto Legislativo n. 124) che tentava di dare un inquadramento completo e istituzionale ai pilastri privati previdenziali [1], lo sviluppo dei fondi pensione (second pillar) e delle polizze assicurative con finalità pensionistiche (third pillar) rimane ancora agli albori, rendendo più difficili, sul piano economico e politico, le riforme del sistema pubblico di base. Uno degli aspetti da sempre rimasti irrisolti è quello dello smobilizzo (degli accantonamenti futuri [2]) del trattamento di [...]

di |2020-01-15T21:13:02+00:0029 Settembre 2006|Categorie: Editoriale, Pensioni|Tag: , |

Sono possibili riforme economiche, in particolare quelle pensionistiche?

L’economia italiana è a un punto di svolta, sono necessarie misure rigorose e ambiziose. In campagna elettorale si è assistito a un numero incredibile di proposte di riforma. Alcuni economisti ricordano sulla stampa con rituale periodicità le priorità e il quid agendum ai vari governi. È un esercizio utile anche se non sempre efficace. Tutti più o meno sanno cosa sarebbe necessario fare. La questione di fondo è la volontà politica – se le condizioni le permettono – per realizzare [...]

di |2020-01-19T19:43:36+00:0004 Luglio 2006|Categorie: Editoriale, Pensioni|
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