La rassegna della settimana: #1 AIFA: l’AI sta modificando in modo strutturale il sistema farmaceutico e sanitario, dalla scoperta di nuove molecole al coinvolgimento attivo del paziente. #2 Istat: indicatori demografici anno 2025: popolazione stabile, fecondità in calo, speranza di vita in aumento. #3 OECD: testare la resilienza: prospettive economiche globali sotto pressione energetica e geopolitica. #LSE: la transizione energetica dipende da minerali critici con filiere concentrate in pochi paesi. L’innovazione tecnologica è la leva principale per ridurre questa vulnerabilità.
Il mercato globale dell’IA applicata alla farmaceutica è proiettato a crescere con un tasso annuo composto del 40–43% fino al 2030, mentre il 62% delle imprese del settore ha già integrato sistemi di IA nei reparti di ricerca e sviluppo, con una crescita attesa del 45% nei prossimi cinque anni. È quanto emerge dal Dossier “Intelligenza Artificiale e Salute”, a cura dell’Agenzia Italiana del Farmaco. L’uso di algoritmi predittivi in piattaforme come TrialGPT consente di analizzare milioni di cartelle cliniche in pochi minuti per identificare pazienti idonei a studi clinici con criteri di accesso complessi, un’operazione che per un operatore umano richiederebbe mesi. Strumenti di AI generativa migliorano la competenza sanitaria individuale e favoriscono l’aderenza alle cure. (Leggi)
Al 1° gennaio 2026 la popolazione residente in Italia si attesta a 58 milioni 943mila unità, con un saldo naturale negativo di 296mila unità compensato da un saldo migratorio con l’estero di +296mila, mentre il tasso di fecondità scende a 1,14 figli per donna e la speranza di vita sale a 81,7 anni per gli uomini e 85,7 per le donne. È quanto emerge dal Report “Indicatori demografici. Anno 2025”, pubblicato dall’Istat. La popolazione straniera residente raggiunge 5 milioni 560mila unità (+188mila), quella italiana scende a 53 milioni 383mila (-189mila); le famiglie unipersonali costituiscono il 37,1% del totale, con una dimensione media di 2,2 componenti, e gli over 65 rappresentano il 25,1% della popolazione, con l’Italia che detiene la quota più alta di anziani nell’Ue27. (Leggi)
Il conflitto in Medio Oriente, con la chiusura dello Stretto di Hormuz e il blocco delle infrastrutture energetiche, ha interrotto i flussi globali di petrolio e gas naturale liquefatto, generando un’impennata dei prezzi dell’energia che pesa sulle proiezioni di crescita mondiale, riviste al ribasso al 2,9% nel 2026 e al 3,0% nel 2027, con l’inflazione G20 rivista al rialzo di 1,2 punti percentuali rispetto alle previsioni di dicembre 2025, attestandosi al 4,0% nel 2026. È quanto emerge dall’”OECD Economic Outlook, Interim Report — Testing Resilience”, pubblicato dall’OCSE. Per l’Italia il PIL è atteso allo 0,4% nel 2026 e allo 0,6% nel 2027, con una revisione al ribasso di 0,2 p. p. rispetto all’Economic Outlook di dicembre 2025, mentre l’inflazione headline è proiettata al 2,4% nel 2026 e all’1,8% nel 2027, con l’inflazione core stimata al 2,6% nel 2026. (Leggi)
L’innovazione nei minerali critici — dall’esplorazione mineraria al riciclo — rappresenta la leva principale per diversificare l’approvvigionamento, ridurre la domanda di materiali primari e costruire filiere più circolari, a condizione che sia accompagnata da politiche industriali stabili e infrastrutture digitali di tracciabilità; è quanto emerge da E. Dugoua e J. Noailly nel Working Paper No. 435 “Critical Minerals and the Clean Energy Transition: the Role of Innovation Across the Supply Chain“, pubblicato dal Grantham Research Institute on Climate Change and the Environment della London School of Economics. (Leggi)

L’AI RIVOLUZIONA LA FARMACEUTICA
Il processo di scoperta di un farmaco attraverso l’IA prende avvio dall’analisi di milioni di dati molecolari e clinici, spesso eterogenei, che gli algoritmi esaminano per individuare pattern non rilevabili con metodi tradizionali. Sono così identificati i target terapeutici — proteine, geni o recettori coinvolti in una patologia specifica — e reti neurali profonde generano migliaia di molecole virtuali, valutandone affinità con il target, tossicità potenziale, assorbimento, distribuzione e metabolizzazione. Piattaforme come quella di Atomwise sono in grado di valutare milioni di composti in poche ore, con tassi di successo preclinico superiori agli approcci tradizionali. Alcuni farmaci sviluppati con il supporto dell’IA — come Rentosertib di Insilico Medicine e REC-994 di Recursion/Exscientia — hanno già completato la Fase II con esiti positivi, avvicinandosi alla fase III di sperimentazione. Nessuno di questi farmaci è ancora approvato per uso commerciale, ma i prossimi anni saranno determinanti per monitorarne l’ingresso sul mercato.
Sul piano regolatorio, l’Agenzia Europea per i Medicinali ha avviato il piano “Data and AI” per il quinquennio 2023–2028, con l’obiettivo di integrare l’IA nei processi di valutazione garantendo trasparenza e tracciabilità dei dati. La FDA statunitense ha intrapreso la sperimentazione dell’IA per accelerare le revisioni e le approvazioni, in particolare per terapie salvavita, mantenendo il principio della supervisione umana obbligatoria. In Italia, AIFA adotta strumenti predittivi basati sull’IA non solo per la valutazione dei dossier regolatori, ma anche per supportare l’Health Technology Assessment, ovvero l’analisi dei benefici clinici, dei costi e dell’impatto sistemico delle nuove tecnologie sanitarie. Progetti internazionali come CONSORT-AI e TRIPOD+AI lavorano alla definizione di standard globali per la trasparenza e la validazione degli algoritmi. Restano aperti nodi critici sull’opacità algoritmica e sulla responsabilità in caso di errore, che richiede un quadro normativo condiviso tra ricercatori, produttori, medici e istituzioni.
Nei prossimi dieci-venti anni, lo scenario prospettato dal dossier prevede l’integrazione di gemelli digitali clinici — repliche digitali di pazienti reali che simulano l’effetto di terapie in ambienti virtuali — aggiornati in tempo reale per anticipare rischi e orientare la prevenzione. L’IA ibrida, che combina algoritmi statistici, simulazioni fisiche e intelligenza generativa, è indicata come strumento per rafforzare la capacità dei sistemi sanitari di rispondere a scenari complessi quali pandemie, disastri naturali o crisi migratorie. Nei Paesi a basso e medio reddito, dove la carenza di medici specialisti è strutturale, organizzazioni come GAVI, UNICEF e MSF sperimentano già strumenti di IA per prevedere la diffusione di malattie infettive, ottimizzare campagne vaccinali e distribuire farmaci in aree isolate. Il rischio di un accesso diseguale a dati, tecnologie e connettività è segnalato come fattore capace di ampliare il divario globale, circostanza rispetto alla quale l’OMS promuove un framework denominato “AI for Global Health”, basato su principi di equità e cooperazione internazionale. La medicina del futuro descritta nel documento resta ancorata alla centralità della relazione terapeutica e della responsabilità professionale, con l’IA configurata come strumento di amplificazione delle capacità umane, non di sostituzione.
IL RISTAGNO DELLA POPOLAZIONE ITALIANA
Al 1° gennaio 2026 la popolazione residente è pari a 58 milioni 943mila individui, sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente (-636 unità). Il tasso di crescita prossimo allo zero segna un miglioramento rispetto al -0,5‰ del 2024 e al -0,4‰ del 2023. Il saldo naturale è negativo per circa 296mila unità, valore peggiorato rispetto alle -283mila del 2024. A compensare il deficit naturale interviene il saldo migratorio con l’estero, pari a +296mila unità, in crescita di 33mila rispetto al 2024. Sul piano territoriale la popolazione aumenta al Nord (+2,2‰), resta costante al Centro (0,0‰) e cala nel Mezzogiorno (-3,1‰). Le regioni con la crescita più sostenuta sono il Trentino-Alto Adige (+4,2‰), l’Emilia-Romagna (+3,4‰) e la Lombardia (+3,2‰); quelle con il calo più marcato sono la Basilicata (-9,0‰), il Molise (-6,5‰) e la Sardegna (-5,1‰).
Il tasso di fecondità totale scende a 1,14 figli per donna, da 1,18 del 2024, con la Sardegna che per il sesto anno consecutivo resta sotto l’unità (0,85) e il Trentino-Alto Adige che si conferma la regione con il valore più alto (1,40). L’età media al parto sale a 32,7 anni. La fecondità cala su tutto il territorio nazionale in misura uniforme, con il Centro che presenta il valore più basso (1,07) e il Mezzogiorno il più alto (1,16). I matrimoni nel 2025 sono 165mila, in calo di 8mila rispetto al 2024, con una flessione più accentuata per quelli celebrati con rito religioso (-11,7%). La popolazione straniera residente cresce di 188mila unità (+3,5%), sostenuta da un saldo migratorio con l’estero di +348mila e da un saldo naturale positivo di +36mila; le acquisizioni di cittadinanza italiana si attestano a 196mila, in calo rispetto alle 217mila del 2024, per effetto delle modifiche introdotte dal D.L. 36/2025.
La speranza di vita alla nascita raggiunge 81,7 anni per gli uomini (+0,2 rispetto al 2024) e 85,7 per le donne (+0,1). Il divario di genere scende a 4 anni, un valore che non si registrava dal 1953. Nel confronto europeo, riferito al 2024, gli uomini italiani si collocano al secondo posto per speranza di vita (81,5 anni), dopo i soli svedesi (82,6), su una media Ue27 di 79,2 anni; le donne italiane si collocano al terzo posto (85,6 anni), dopo le francesi (85,9) e le svedesi (86,5), su una media di 84,4 anni. I decessi nel 2025 sono 652mila, in linea con i 653mila del 2024, pari a 11,1‰ abitanti. L’età media della popolazione residente al 1° gennaio 2026 è stimata a 47,1 anni, con un’età mediana di 49,1 anni, oltre quattro anni sopra la media Ue27 di 44,9 anni. Gli over 65 sono 14 milioni 821mila (25,1% della popolazione totale), gli ultra-ottantacinquenni superano i 2,5 milioni (+101mila sul 2025) e gli ultracentenari raggiungono 24.700 unità. L’Italia detiene la quota più elevata di anziani nell’Ue27 e la più bassa di giovani under 15 (11,6%).
NUOVO TEST DI RESILIENZA PER L’ECONOMIA GLOBALE
Prima dell’escalation del conflitto in Medio Oriente, la crescita globale si era mantenuta a un ritmo annualizzato di circa il 3,25% nella seconda metà del 2025, sostenuta dagli investimenti legati all’intelligenza artificiale, da condizioni finanziarie e fiscali di supporto e da consumi privati solidi in molte economie. Il commercio globale di merci aveva continuato a espandersi a ritmo regolare, con le esportazioni tecnologiche asiatiche in crescita marcata. Il tasso tariffario effettivo sulle importazioni statunitensi era sceso al 9,9% dal 14% stimato nell’Economic Outlook di dicembre 2025, a seguito della sentenza della Corte Suprema USA contro i dazi imposti in base all’International Emergency Economic Powers Act e dell’introduzione di una tariffa piatta del 10% su tutte le importazioni, con alcune esenzioni settoriali.
Dal tardo febbraio 2026 la chiusura di infrastrutture energetiche nel Golfo Persico e il quasi totale blocco dei transiti attraverso lo Stretto di Hormuz hanno interrotto circa il 20% della produzione globale di petrolio e il 25% del commercio marittimo di greggio, oltre a quasi un quinto degli scambi mondiali di GNL — il 93% delle esportazioni del Qatar e il 96% di quelle degli Emirati Arabi Uniti transitano per quello Stretto senza rotte alternative disponibili. I prezzi del greggio Brent sono aumentati di oltre il 50% dall’inizio del conflitto a fine marzo 2026, risultando circa il 40% più alti rispetto alle proiezioni di dicembre 2025; i prezzi del gas naturale TTF sono circa il 60% superiori alle stesse proiezioni. I prezzi dell’urea sono saliti di oltre il 40% dalla metà di febbraio, con possibili ricadute sulle rese agricole globali nel 2027. Le condizioni finanziarie si sono irrigidite, con cali dei mercati azionari in tutti i Paesi e rialzi dei rendimenti sovrani decennali in Canada, Francia, Italia, Spagna e Regno Unito.
Per l’area euro, la crescita è attesa in calo dall’1,4% del 2025 allo 0,8% nel 2026, per poi risalire all’1,2% nel 2027 grazie alla spesa per la difesa, in particolare in Germania. L’Italia registra le proiezioni di crescita più basse tra le principali economie dell’area: 0,4% nel 2026 e 0,6% nel 2027, con una politica fiscale più restrittiva indicata come fattore frenante, insieme ai prezzi energetici più elevati. L’inflazione italiana è stimata al 2,4% nel 2026 e all’1,8% nel 2027, con quella core al 2,6% nel 2026 e all’1,9% nel 2027. Per l’area euro nel suo insieme è previsto un modesto rialzo dei tassi di politica monetaria nel secondo trimestre 2026 per mantenere le aspettative di inflazione ancorate, con un rientro verso l’obiettivo atteso nel 2027. Sul piano fiscale, il debito pubblico lordo nel G20 è aumentato di circa il 40% del PIL dal 2007, e le nuove misure di sostegno per mitigare l’impatto dei prezzi energetici si aggiungono a pressioni di bilancio già strutturalmente elevate, con le spese per la difesa che incrementano ulteriormente il fabbisogno di risorse pubbliche.
TERRE RARE LA CINA FA LA PARTE DEL LEONE
La Cina processa oltre il 90% della grafite da batteria, il 77% delle terre rare raffinate, il 68% del nichel, il 59% del litio e il 73% del cobalto a livello mondiale. LA Repubblica Democratica del Congo fornisce la quota dominante dell’estrazione di cobalto; Indonesia e Filippine quella del nichel. La domanda globale di magneti al neodimio-ferro-boro è destinata a raddoppiare entro il 2030, dopo che le importazioni statunitensi erano già cresciute di oltre il 400% tra il 2000 e il 2021. I prezzi dei minerali critici mostrano una volatilità superiore a quella del petrolio e, in alcuni casi, del gas naturale: il nichel registrò un aumento del 270% in tre giorni di contrattazione nel marzo 2022. Un aumento dell’1% del tasso di crescita dell’indice di rigidità ambientale dell’OCSE è associato a un incremento dello 0,3–0,45% nei brevetti per tecnologie minerarie pulite. Le batterie al litio-ferro-fosfato hanno raggiunto quasi il 50% del mercato globale dei veicoli elettrici nel 2024, partendo da meno del 10% nel 2017.
Il settore minerario investe lo 0,5% dei ricavi in ricerca e sviluppo, contro il 25% del settore farmaceutico e il 6% dell’ICT. Solo lo 0,4% delle imprese minerarie deposita brevetti. Le principali fonti di innovazione non sono le grandi compagnie estrattive ma le imprese di attrezzature, tecnologie e servizi minerari — i cosiddetti METS — con laboratori di R&S situati prevalentemente in paesi ad alto reddito, tra cui Giappone, Corea del Sud, Germania e Svizzera, mentre le miniere si trovano perlopiù in paesi in via di sviluppo. L’intelligenza artificiale applicata alla modellazione geologica consente di ridurre tempi e costi di scoperta di nuovi giacimenti, attraverso algoritmi di apprendimento automatico che elaborano dati geochimici e geofisici su scala regionale. Per l’Italia, l’assenza di una base mineraria estrattiva rilevante orienta l’interesse verso la raffinazione, il riciclo e la produzione di componenti avanzati, settori nei quali la dipendenza dalla Cina resta superiore all’80% per la maggior parte dei materiali strategici.
Sul fronte della manifattura, le batterie NMC 811 utilizzano circa 80 grammi di cobalto per kWh contro i 170 grammi delle versioni NMC 622, con una riduzione superiore al 50%. Le batterie al sodio-ione, prive di litio, cobalto e grafite, hanno raggiunto un livello di maturità tecnologica 8–9 su 10 tra il 2023 e il 2024 e sono già montate su modelli commerciali. Le batterie allo stato solido puntate da Toyota, CATL e Samsung SDI per produzioni limitate entro il 2027–2028 promettono densità energetica superiore ma introducono nuove dipendenze: oltre il 90% della capacità mondiale di litio metallico da batteria resterà in Cina entro il 2025. I tassi globali di riciclo delle terre rare restano all’1% a livello mondiale e al 6–7% in Europa. Il riciclo diretto delle batterie, che preserva la struttura del materiale catodico, mostra rese dell’80–90% in laboratorio con consumi energetici inferiori del 60–70% rispetto alle vie tradizionali, ma dipende da sistemi di smistamento per chimica specifica che il passaporto digitale della batteria — obbligatorio nell’Unione europea dal 2027 — è destinato ad abilitare.




