La rassegna della settimana: #1 EC: presentata la strategia della Commissione Europea per rafforzare l’uso dell’intelligenza artificiale nella ricerca scientifica. #2 IPOF: il ruolo della Missione 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nella riduzione dei divari territoriali in sanità. #3 CEPR: la diffusione di tecnologie digitali di pagamento sta modificando il modo in cui il valore viene creato, conservato e trasferito, ridefinendo i ruoli di banche, mercati e autorità monetarie. #4 AIFA: Nel 2024 la spesa farmaceutica ospedaliera e territoriale in Italia è concentrata su un numero limitato di principi attivi ad alto impatto economico.


L’approccio europeo all’AI è basato su ricerca etica, interoperabilità dei dati, formazione interdisciplinare e infrastrutture tecnologiche condivise. È il principale messaggio della Comunicazione della Commissione europea al Parlamento e al Consiglio intitolata: “A European Strategy for Artificial Intelligence in Science – Paving the way for the Resource for AI Science in Europe (RAISE)” L’obiettivo finale è garantire la sovranità scientifica dell’Unione, consolidare la leadership europea nell’AI applicata alla scienza e creare le condizioni per un’innovazione sostenibile, responsabile e competitiva a livello globale. (Leggi)

Il PNRR è la leva per rendere la sanità più equa, integrata e generativa. Le risorse straordinarie devono essere orientate verso obiettivi di riequilibrio territoriale e inclusione, con interventi mirati su infrastrutture, capitale umano e innovazione. È quanto sostenuto da B. Zoina nel paper IPOFRidurre i divari territoriali in sanità: il ruolo del PNRR nell’equità e nell’accessibilità alle prestazioni sanitarie” La sanità pubblica è vista non solo come tutela di un diritto fondamentale, ma anche come fattore di sviluppo economico e coesione sociale, in grado di rigenerare i territori più fragili. Nel post-PNRR occorre garantire equità distributiva, finanziamento stabile integrazione tra servizi sanitari e sociali e un coordinamento efficace tra Stato e Regioni. (Leggi)

Il successo della finanza digitale dipenderà dalla capacità di creare un equilibrio tra innovazione e regolazione, tra efficienza economica e inclusione sociale. È quanto emerge dal volume CEPR “Frontiers of Digital Finance”, a cura di Dirk Niepelt. Per evitare che la corsa alla digitalizzazione accentui disuguaglianze o vulnerabilità sistemiche, saranno determinanti la cooperazione internazionale, la trasparenza dei mercati e il ruolo attivo delle istituzioni pubbliche. La frontiera della finanza digitale non coincide soltanto con il progresso tecnologico, ma con la costruzione di un nuovo patto di fiducia tra cittadini, istituzioni e mercati, fondato su regole condivise, interoperabilità e responsabilità collettiva. (Leggi)

Nel 2024 la spesa farmaceutica ospedaliera e territoriale in Italia è risultata concentrata su un numero limitato di principi attivi ad alto impatto economico. È quanto è emerso dal Rapporto OsMed 2024 – L’uso dei farmaci in Italia”. In ambito ospedaliero, la spesa, pari a circa 13,4 miliardi di euro, è stata trainata dai farmaci oncologici e immunomodulatori, che rappresentano la voce più rilevante dell’assistenza farmaceutica pubblica. Nel contesto territoriale, la spesa complessiva ha raggiunto circa 13,7 miliardi di euro e continua a essere dominata da farmaci di uso cronico per patologie cardiovascolari, metaboliche e del sistema nervoso. (Leggi)

AI CRUCIALE PER LA COMPETITIVITÀ EUROPEA

Il documento delinea la strategia della Commissione Europea per rafforzare l’uso dell’intelligenza artificiale nella ricerca scientifica. L’AI è riconosciuta come una forza trasformativa capace di accelerare le scoperte, automatizzare processi e affrontare problemi complessi in molte discipline. L’Europa ha un’eccellente base scientifica e una forte tradizione accademica, sebbene sia in ritardo rispetto a Stati Uniti e Cina per capacità computazionale e brevetti, rischiando di perdere competitività. La strategia proposta dalla Commissione prevede la creazione di RAISE, un istituto virtuale europeo per la scienza dell’AI, concepito come infrastruttura integrata che coordina risorse di calcolo, dati, finanziamenti e talenti. RAISE agirà su due piani complementari: sviluppare tecnologie d’AI avanzate (“science for AI”) e favorire l’applicazione dell’AI alla ricerca scientifica (“AI in science”).

Saranno istituite reti tematiche di eccellenza e un network europeo di laboratori di frontiera per promuovere collaborazione interdisciplinare, formazione, mobilità e diffusione dei risultati. Un esempio è la rete dedicata alla scienza dei materiali, che sfrutterà l’AI per la scoperta e progettazione di nuovi materiali sostenibili. La strategia prevede, inoltre, una fase pilota finanziata da Horizon Europe, con il lancio ufficiale del programma nel 2025 e un investimento iniziale superiore ai 100 milioni di euro, mentre ulteriori risorse arriveranno dal prossimo Quadro Finanziario Pluriennale. La governance di RAISE includerà Stati membri, comunità scientifiche e settore privato, supportata da un comitato accademico consultivo.

La Commissione intende coinvolgere, sul piano della collaborazione, il settore privato, in particolare startup e imprese emergenti nel campo dell’AI scientifica, promuovendo partenariati, sandbox regolamentari e incentivi all’innovazione. A livello nazionale, la strategia sarà integrata nel quadro dell’European Research Area, garantendo coordinamento tra politiche e risorse. Sul piano internazionale, l’UE mira a cooperare con partner che condividano principi di trasparenza e sicurezza, promuovendo standard globali per un’AI affidabile e umanocentrica. Tra i settori prioritari vengono evidenziati i materiali avanzati e le biotecnologie, ambiti in cui l’AI può accelerare la progettazione di materiali sostenibili, migliorare la scoperta di farmaci, ottimizzare processi industriali e contribuire alla sicurezza economica e tecnologica europea.

EC – A European Strategy for Artificial Intelligence in Science – Paving the way for the Resource for AI Science in Europe (RAISE)

https://research-and-innovation.ec.europa.eu/strategy/strategy-research-and-innovation/our-digital-future/european-ai-science-strategy_en

PNRR MISSIONE 6 PER RIDURRE I DIVARI TERRITORIALI

Il documento analizza il ruolo del PNRR nella riduzione dei divari territoriali in sanità, concentrandosi sulla Missione 6 dedicata alla salute. Il principio di universalità sancito dalla Costituzione è stato eroso da fattori economici, sociali e territoriali. Le differenze tra Nord e Sud, aggravate dalla riforma del Titolo V del 2001 che ha decentrato la gestione sanitaria, hanno prodotto modelli regionali eterogenei e livelli di assistenza diseguali. La pandemia di COVID-19 ha accentuato queste fragilità, mettendo in luce carenze infrastrutturali, scarsità di personale e debolezza della medicina territoriale, soprattutto nel Mezzogiorno. L’emergenza ha però stimolato innovazioni come la telemedicina e l’uso delle tecnologie digitali, aprendo la strada a una modernizzazione del sistema.

Il PNRR, con oltre 15 miliardi di euro destinati alla sanità, si propone di colmare tali disuguaglianze attraverso tre linee d’azione: rafforzare l’assistenza territoriale con Case e Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali; promuovere la digitalizzazione con il Fascicolo Sanitario Elettronico, la telemedicina e l’intelligenza artificiale; valorizzare il capitale umano con nuove borse di studio, incentivi e formazione. Permangono ancora criticità legate alla capacità amministrativa delle Regioni meridionali e alla frammentazione della governance sanitaria, che rischiano di compromettere la piena attuazione del piano. Vi è la necessità di una governance multilivello più coordinata, di meccanismi di monitoraggio trasparenti e di strategie di lungo periodo che assicurino la sostenibilità degli investimenti oltre la durata del PNRR.

La digitalizzazione e l’innovazione tecnologica rappresentano per l’Italia un’opportunità di superare i divari territoriali, migliorando l’efficienza e l’accessibilità del SSN. L’uso di big data, intelligenza artificiale e robotica consente diagnosi più rapide, cure personalizzate e una gestione più efficiente delle risorse, ma richiede infrastrutture digitali solide, sicurezza informatica e formazione adeguata del personale. Il rischio, in caso contrario, è che la rivoluzione tecnologica amplifichi le disparità tra Regioni avanzate e aree arretrate. è necessario garantire equità distributiva, finanziamento stabile post-PNRR, integrazione tra servizi sanitari e sociali e un coordinamento efficace tra Stato e Regioni. In questo modo il PNRR potrà trasformarsi da intervento straordinario in riforma strutturale, restituendo al SSN il ruolo di pilastro del modello sociale italiano ed europeo.

IPOF – Ridurre i divari territoriali in sanità: il ruolo del PNRR nell’equità e nell’accessibilità alle prestazioni sanitarie

FINANZA IN PROFONDA TRASFORMAZIONE CON IL DIGITALE

Il volume analizza la trasformazione in atto nei sistemi monetari e finanziari globali dovuta alla digitalizzazione. La diffusione di tecnologie come pagamenti istantanei, stablecoin, valute digitali delle banche centrali (CBDC) e tokenizzazione sta modificando il modo in cui il valore viene creato, conservato e trasferito, ridefinendo i ruoli di banche, mercati e autorità monetarie. L’evoluzione, tuttavia, è disomogenea: alcuni paesi avanzano rapidamente, altri restano indietro e le divergenze sul ruolo dello Stato nella moneta generano tensioni su sovranità e interoperabilità. In India, il sistema UPI ha rivoluzionato i pagamenti al dettaglio attraverso infrastrutture digitali interoperabili e identità biometrica, favorendo l’inclusione finanziaria e l’accesso al credito.

In Brasile, l’agenda BC# del Banco Central integra pagamenti istantanei (Pix), Open Finance, la valuta digitale Drex e la modernizzazione dei flussi internazionali per costruire un ecosistema tokenizzato e programmabile. In Africa subsahariana, i servizi di mobile money hanno ampliato l’accesso ma persistono limiti infrastrutturali e normativi. Negli Stati Uniti, il GENIUS Act ha istituito un quadro per le stablecoin, mentre l’Unione Europea discute il digitale euro e i relativi rischi per privacy e stabilità. Viene evidenziato come la fragilità possa derivare da riserve illiquide e da trasparenza limitata. Sono valutate anche alcune soluzioni come limiti ai rimborsi o divieti di remunerazione per evitare corse agli asset digitali.

In generale, la rivoluzione digitale sta trasformando in profondità l’architettura finanziaria mondiale, non solo attraverso l’adozione di nuove tecnologie, ma anche mediante un ripensamento dei principi di base della moneta, della fiducia e della sovranità economica. Dalla digitalizzazione dei pagamenti alla tokenizzazione degli asset, la finanza contemporanea tende verso un sistema più interconnesso, programmabile e automatizzato, in cui la distinzione tra pubblico e privato, tra infrastruttura e innovazione, si fa sempre più sfumata. Questa evoluzione impone nuove sfide: la necessità di garantire stabilità e sicurezza in un contesto di frammentazione tecnologica, la difesa della privacy nell’era dei dati, la gestione dei rischi legati alla disintermediazione e alla concentrazione del potere digitale.

CEPR – Frontiers of Digital Finance

https://cepr.org/publications/books-and-reports/frontiers-digital-finance

DRIVER DELLA SPESA FAFMACEUTICA POCHI E CONCENTRATI

Nel 2024 la spesa farmaceutica ospedaliera e territoriale in Italia è risultata fortemente concentrata su un numero limitato di principi attivi ad alto impatto economico. Nell’ambito ospedaliero, la spesa, pari a circa 13,4 miliardi di euro, è stata trainata dai farmaci oncologici e immunomodulatori, che rappresentano la voce più rilevante dell’assistenza farmaceutica pubblica. In particolare, i medicinali a base di pembrolizumab, daratumumab e nivolumab hanno assorbito la quota maggiore della spesa complessiva, confermandosi come i trattamenti più costosi e maggiormente utilizzati per la gestione di tumori solidi e malattie ematologiche. Nel contesto territoriale, la spesa complessiva ha raggiunto circa 13,7 miliardi di euro e continua a essere dominata da farmaci di uso cronico per patologie cardiovascolari, metaboliche e del sistema nervoso.

I principi attivi più rilevanti per impatto economico restano atorvastatina, pantoprazolo e colecalciferolo, che figurano stabilmente ai primi posti della spesa convenzionata. I farmaci a brevetto scaduto e biosimilari, nel 2024 hanno rappresentato il 74,7% della spesa e l’87,5% dei consumi in regime di assistenza convenzionata di classe A. I farmaci equivalenti coprono il 23,5% della spesa e il 31,6% dei consumi, con una tendenza stabile negli ultimi anni. La spesa pro capite per questi medicinali è pari a 126 euro (+3,2% rispetto al 2023). Le Regioni del Sud e del Centro mostrano le incidenze più elevate di spesa per farmaci a brevetto scaduto, mentre il Nord detiene la maggiore quota di equivalenti.

Si evidenziano forti disparità regionali: la Campania registra la spesa pro capite più alta (152 euro), la PA di Bolzano la più bassa (93 euro). L’eterogeneità si riscontra anche nel consumo: nel Nord prevale l’uso di equivalenti, mentre al Sud domina il farmaco ex originator. I farmaci cardiovascolari, genito‐urinari e antinfettivi rappresentano le categorie con maggior peso nella spesa e nel consumo dei prodotti a brevetto scaduto. Gli equivalenti sono più diffusi tra i farmaci del sistema nervoso, oncologici, cardiovascolari e gastrointestinali. L’analisi dei biosimilari, mostra una crescita costante della loro penetrazione, seppure con differenze per molecola e area geografica. Le incidenze più elevate di spesa per biosimilari si osservano per rituximab, infliximab e bevacizumab. Tuttavia, per alcune molecole la presenza del biosimilare resta ancora limitata.

AIFA – L’uso dei farmaci in Italia – Rapporto OsMed 2024

https://www.aifa.gov.it/-/l-uso-dei-farmaci-in-italia-rapporto-osmed-2024