La rassegna della settimana: #1 AIFA: la spesa farmaceutica pubblica complessiva nel periodo gennaio ottobre 2024 ha raggiunto 19,66 miliardi di euro. L’incidenza sul FSN 2024 è del 17,85% contro il tetto previsto del 15,30% #2 Bruegel: la UE può contrastare con efficacia le politiche della nuova Amministrazione USA. Per esercitare un’azione efficace vanno trovate delle alleanze con altri Paesi con cui si condividono obiettivi simili. #3 NBER: gli investimenti in IT in sanità sono molto elastici alle fluttuazioni economiche. È un’evidenza emersa dall’analisi empirica su investimenti ricavati dai dati dal sondaggio annuale della Health Information Management Systems Society (HIMSS).
La spesa farmaceutica complessiva – convenzionata e acquisti diretti – tra gennaio e ottobre 2024 si è attestata a 19,66 miliardi di euro, con un’incidenza sul fondo sanitario nazionale provvisorio 2024 del 17,85%. È quanto emerge dal “Monitoraggio della spesa farmaceutica nazionale e regionale gennaio-ottobre 2024” curato dall’AIFA. La spesa rilevata eccede di 2,8 miliardi di euro rispetto al tetto di 16.8 miliardi di euro, il 15,30% del FSN provvisorio. La spesa convenzionata, calcolata ai fini della determinazione del tetto di spesa del 6,80% si è attestata a 6.96 miliari di euro con un’incidenza sul FSN del 6,31%. La spesa per acquisti diretti al netto dell’acquisto dei gas medicinali si è attestata a 12,5 miliardi di euro con un’incidenza sul FSN del 11,33% (contro un tetto dell’8,30%). L’acquisto dei gas medicinali si è attestato a 201 milioni di euro con un’incidenza sul FSN dello 0,18%, (Leggi)
L’Unione Europea è potenzialmente in grado di reagire in modo organizzato all’attacco che il Presidente USA Trump ha lanciato all’ordine del commercio globale, deve però superare le divisioni interne e l’ostacolo delle sue dimensioni (relativamente piccole). È quanto sostiene l’economista O. Blanchard in un’editoriale pubblicato su Bruegel intitolato “Europe’s challenge and opportunity: building coalitions of the willing”. In primo luogo, vanno superati gli ostacoli dovuti alle dimensioni economiche (solo l’11% della capitalizzazione globale) e delle emissioni (solo il 6%) stringendo alleanze con Paesi che condividono obiettivi comuni. In secondo luogo, vanno appianate le divisioni interne che possono portare a una situazione di stallo. (Leggi)
L’investimento in Information technology (IT) in sanità è più elastico alle fluttuazioni del ciclo economico di altre spese di investimento. Questa evidenza empirica emerge dal working paper NBER di M. R. Richards, M. Shi, e C. M. Whaley, intitolato “Economic Shocks and Healthcare Capital Investments”. Gli autori analizzano gli investimenti in IT nel settore sanitario chiedendosi in che misura le fluttuazioni del ciclo economico possono avere un’influenza su di essi. L’argomento è stato esaminato per la prima volta in relazioni a crisi economiche o espansioni delle assicurazioni pubbliche oppure dopo grandi shock del settore in direzioni opposte. Le recessioni frenano gli investimenti, mentre la politica di espansione li stimola indirettamente. (Leggi)

DINAMICHE INVARIATE NELLA SPESA FARMACEUTICA 2024
Dinamiche invariate anche nel 2024 per la spesa farmaceutica pubblica italiana. Dal monitoraggio AIFA, nei primi 10 mesi del 2024 la spesa per acquisti diretti ha superato il tetto di spesa in misura significativa mentre la spesa convenzionata si mantiene sotto il tetto, sebbene sia in aumento rispetto al 2023 sia rispetto al 2022. La spesa convenzionata, calcolata al netto degli sconti versati dalle farmacie, del pay-back 1,83% versato alle regioni dalle imprese farmaceutiche e da vari pay-back si è attestata a 6,96 miliardi di euro con un’incidenza del 6,31% sul FSN 0,49 p.p. in meno del tetto programmato. Rispetto al tetto di spesa teorico calcolato sul FSN provvisorio del 2024 si registra un risparmio di 543 milioni di euro.
Rispetto allo stesso periodo del 2023 la spesa convenzionata è aumentata del 3,1% mentre rispetto al 2022 l’incremento è dell’1,7%. Disaggregando il dato per Regione si osserva che otto sistemi sanitari regionali su ventuno – cinque su otto in piano di rientro – hanno superato il tetto di spesa: nell’ordine, Sardegna (7,23%), Calabria (7,12%), Lombardia (70.8%), Basilicata (7,00%), Campania (6,98%), Abruzzo (6,96%), Puglia (6,88%) e Molise (6,85%). La spesa sanitaria per acquisti diretti (al netto dei vaccini dei pay-back e della spesa per farmaci innovativi coperta dal fondo) si è attestata a 12,50 miliardi di euro registrando uno scostamento assoluto di 3,34 miliardi di euro sul FSN.
La spesa per acquisti diretti è in aumento rispetto al 2023 in valore assoluto di 1,16 miliardi di euro, poco più del 10%.con un’incidenza sul FSN dell’11,33% rispetto al tetto dell’8,30%. La spesa per Gas medicinali si è attestata a 200 milioni di euro, con un’incidenza dello 0,18% sul FSN. Tutti i sistemi sanitari regionali hanno superato il tetto degli acquisti diretti con un range che va dal 13,38% della Campania al 9,36% della Lombardia. L’incremento dipende da acquisti diretti delle ASL e Aziende Ospedaliere per uso ospedaliero. In gran parte, come emerge dal rapporto Osmed dell’anno scorso, è dovuto a medicinali innovativi per malattie rare, oncologiche, autoimmuni, cardiovascolari o per gli antidiabetici di ultima generazione.
AIFA – Monitoraggio della spesa farmaceutica nazionale e regionale gennaio-ottobre 2024
COSTRUIRE ALLEANZE PER SCONGIURARE L’IRRILEVANZA
La politica del Presidente USA Trump diretta a smantellare l’ordine su cui si è basato il commercio globale potrebbe trovare nell’azione dell’Unione europea un contenimento efficace. Le dimensioni relativamente ridotte dell’Unione europea, la capitalizzazione del mercato azionario è solo l’11% di quella globale mentre le emissioni di gas serra sono solo il 6% delle emissioni globali rendono necessaria la formazione di partnership internazionali. Un altro elemento di debolezza è dovuto alle divisioni interne a causa sia delle divergenze di vedute tra gli stati membri sia delle forti influenze da Paesi esterni che subiscono la Slovacchia e l’Ungheria. Per superare l’ostacolo delle dimensioni, la strategia più efficace è la formazione, come già anticipato in precedenza, di coalizioni internazionali in settori, come la politica commerciale che sono di competenza della UE.
In questo campo potrebbe essere applicato il modello dell’area Schengen un’area di circolazione che include alcuni paesi extra UE ma non tutti i Pesi UE. In queste coalizioni, che l’autore chiama di “volenterosi”, l’UE si dovrà attenere alle decisioni prese a maggioranza. Clima, tassazione delle multinazionali e mantenimento delle regole del commercio sono le aree dove l’azione della colazione potrebbe essere più efficace. L’azione di mitigazione del cambiamento climatico: l’UE partecipa ai negoziati sul commercio internazionale per conto dei Paesi membri al termine di un complesso iter che parte dalle proposte della Commissione europea e termina con il voto qualificato dei membri. Alleanze potrebbero essere stipulate con Paesi terzi con l’obiettivo del mantenimento degli obiettivi di riduzioni di gas serra entro il 2040.
Potenziali alleati sono il Giappone, il Brasile e in qualche modo l’india, anche se l’alleato di maggior peso sarebbe la Cina che, come leader mondiale di apparecchiature ecologiche, sembra interessato alla transizione verso zero emissioni. Una seconda carta da giocare è nel commercio globale, Contro i dazi della politica USA va creata sulla base di accordi commerciali esistenti di un’area commerciale tra Paesi disposti a riformare l’architettura commerciale globale. In terzo luogo, sulle tassazioni delle multinazionali una coalizione di volenterosi si è accordata nel 2021 su un’aliquota effettiva minima del 15% sugli utili, anche se un Paese non la riscuote sarà riscossa da altri e redistribuita in proporzione alla produzione in ciascun Paese. L’uscita simbolica degli USA da questo accordo potrebbe essere contrastata dall’esclusione dei profitti statunitensi dai profitti globali ai fini del calcolo dei profitti extraterritoriali per salvare l’accordo.
Bruegel -Europe’s challenge and opportunity: building coalitions of the willing
https://www.bruegel.org/analysis/europes-challenge-and-opportunity-building-coalitions-willing
LA MAGGIORE INCERTEZZA DEGLI INVESTIMENTI IN IT IN SANITÀ
Gli investimenti in IT nel lungo periodo sono rischiosi perché sono molto costosi e hanno dei rendimenti, soprattutto nel lunghissimo periodo, incerti. Nonostante in letteratura il trade-off tra rischio e rendimento dell’IT sia noto, non è chiara la misura in cui le decisioni di investimento siano influenzate dal ciclo economico. In particolare, non è distinguibile se la risposta delle imprese a shock di mercato sia dovuto alla contrazione di tutte le spesa a breve termine oppure a differenti decisioni aziendali. Rispondere a questo quesito con un’analisi empirica potrà colmare il gap esistente in letteratura e spiegare l’ineguale diffusione dell’IT tra i vari settori.
Il settore di interesse di questo lavoro sono gli ospedali che operano nella sanità USA. Il settore e di elevata complessità e muove più di un trilione di dollari e rappresenta il 30% della spesa sanitaria complessiva del Paese. La decisione di adozione della tecnologia IT nel settore sanitario è rilevante per gli scopi empirici, poiché gli ospedali devono impegnarsi in un investimento iniziale rilevante, accettando al contempo costi di adeguamento potenzialmente elevati e costi irrecuperabili (sunk cost) legati all’approvvigionamento dell’IT sanitario. Gli ospedali affrontano anche guadagni incerti da questi investimenti e sono regolarmente esposti alle incertezze del ciclo economico, nonché a interventi normativi e di politica mirati al settore. Le incertezze legate alla regolazione sono determinanti in quanto l’espansione di alcuni programmi di sanità pubblica (Medicaid, ad esempio) variano la quota di pazienti non pagatori (un fattore determinante).
Comprendere le cause che determinano una maggiore adozione dell’IT sanitario tra gli ospedali è una priorità per i decisori politici da sempre impegnati in programmi di sovvenzione mirati e costosi volti a incoraggiare un maggiore utilizzo dell’IT sanitario, con risultati tuttavia alterni. Al momento, i fattori che influenzano le decisioni degli ospedali di investire in IT non sono chiari. Gran parte della letteratura economica del settore ha prestato meno attenzione alla decisione di adozione della tecnologia a monte da parte dei fornitori di servizi sanitari e si è invece concentrata sulle conseguenze a valle dell’adozione. Gli autori hanno rilevato che le decisioni di investimento IT degli ospedali sono fortemente influenzate da shock di mercato positivi e negativi in modo simmetrico. La crisi economica limita gli investimenti degli ospedali, mentre gli ospedali esposti a un’espansione di Medicaid acquistano più IT sanitaria. Gli effetti di entrambi gli shock sono dinamici e diventano più ampi nel tempo. Tre anni dopo la grande crisi finanziaria, gli ospedali che operano nelle aree più gravemente colpite hanno ridotto i loro investimenti di capitale IT dal 10% al 15%. Allo stesso modo, gli ospedali interessati dalle espansioni di Medicaid del 2014 hanno adottato quasi il 10% in più di soluzioni tecnologiche rispetto agli ospedali negli stati in cui non si è verificata l’espansione entro il 2017.



