La rassegna della settimana: #1 Cittadinanzattiva: la difficoltà di accesso alle prestazioni del SSN è diventata una questione rilevante per i cittadini italiani. #2 FMI: la crescita globale resta stabile ma, in prospettiva, deludente per le deboli performance di alcune economie avanzate. #3 ISTAT: nel 2023 nascite ancora in calo in Italia di 13mila unità rispetto al 2022. Anche nel 2024 la tendenza è confermata. #4 QS: il Disegno di legge di bilancio ha destinato al fabbisogno sanitario standard 1,3 miliardi in più per il 2024 e 5,1 miliardi per il 2026.
Le segnalazioni da parte dei cittadini sulle difficoltà di accesso alle prestazioni SSN sono in aumento. Su 24mila segnalazioni il 32,4% fa riferimento al mancato accesso alle prestazioni sanitarie. È quanto emerge dal “Rapporto civico sulla salute 2024” di Cittadinanzattiva. L’incremento è del 3,2% rispetto al 2023 e dell’8,6 rispetto al 2021. Il 14,2% segnala difficoltà nell’ambito delle cure primarie. L’1,13% segnala difficoltà relativa all’accesso ai pronto soccorso, ai ricoveri e alle dimissioni ospedaliere mentre l’11% segnala difficoltà nell’ambito dell’assistenza territoriale: lo scarso coordinamento tra strutture sul territorio, la carenza di personale e la mancata presa in carico. (Leggi)
La crescita economica globale resta stabile anche se vi sono degli aspetti deludenti. È quanto emerge dal “World Economic Outlook October 2024” del FMI. Le stime della crescita USA sono state riviste al rialzo rispetto alle previsioni dello scorso aprile: 2,8% nel 2024 contro 2,7%; 2,2% nel 2025 contro 1,9%. La crescita delle economie avanzate, soprattutto dell’Unione europea, è stata riveduta largamente al ribasso andando a compensare ampiamente il rialzo della stima USA: Germania crescita invariata nel 2024 contro 0,2% e 0.8% nel 2025 contro le precedenti stime di 1,5%. Per l’Italia le stime del 2024 restano invariate allo 0,7% mentre per il 2025 sono in lieve rialzo a 0,8% contro 0,7%. (Leggi)
Le nascite nel nostro Paese sono ancora in calo: 379.890 nel 2023 in diminuzione di 13mila unità rispetto al 2022. In termini relativi la contrazione è stata del 3,4%: per ogni 1.000 abitanti sono nati solo bambini. È il quadro piuttosto preoccupante del report dell’ISTAT “Natalità e fecondità della popolazione residente per l’anno 2023”. Il numero di figli per donna scende a 1,2, in diminuzione rispetto all’1,24 del 2022. La fecondità cala anche per le donne straniere a 1,79 figli da 1,86 del 2022. I dati parziali per il 2024 confermano la tendenza: 4.600 bambini nati in meno nel periodo gennaio luglio con un tasso di fecondità totale pari a 1,21 figli per donna. (Leggi)
Il livello del finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale standard (FSN) è incrementato di 1,3 miliardi di euro nel 2025 e di 5,1 miliardi nel 2026. È quanto previsto dall’Articolo 47 comma 1 del “Disegno di legge di bilancio 2025-2027”. Per raggiungere l’importo dichiarato dal Ministro delle finanze di 2,3 miliardi bisogna aggiungere un ulteriore miliardo disposto dalla Legge di bilancio dello scorso anno. Il Disegno di legge contiene misure per contrastare le liste di attesa, misure per i farmaci innovativi e antibiotici riverse e il finanziamento dei nuovi Livelli essenziali di assistenza. È previsto anche l’obbligo di accordi bilaterali tra le Regioni per governare la mobilità interregionale. (Leggi)
SSN: DIFFICILE L’ACCESSO ALLE PRESTAZIONI
L’ultimo Rapporto civico sulla salute di Cittadinanza attiva mette in evidenza come la difficoltà di accesso alle cure sia un fenomeno rilevante per i cittadini. Nel rapporto sono state elaborate 24.043 segnalazioni raccolte dalle sedi del Tribunale del malato nel corso dell’intero anno 2023. Le segnalazioni di tutte le tipologie sono in aumento: 9971 in più rispetto al 2022, quasi il 71%. Dall’analisi delle tendenze rilevate nel periodo dal 2018 al 2023, emerge il consolidamento delle segnalazioni sulle difficoltà dell’accesso alle cure nel 2023 aumentate del 32,4%.
Dal 2018 al 2023, vi è stato un incremento di 5,9 p.p. mentre tra il 2021 e il 2021 l’incremento è stato di 8,6 p.p. Anche le segnalazioni sulle cure primarie (medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, continuità assistenziale e raccordo ospedale territorio) negli ultimi 5 anni sono in aumento significativo dal 5,4% del 2018 al 14,2% del 2023. In precedenza, queste segnalazioni erano comprese nella macrovoce assistenza territoriale ma a causa del loro aumento sono state classificate in una voce a parte. Una riflessione ulteriore è riservata alle segnalazioni sulle difficoltà di accesso al pronto soccorso, in aumento del 2,8%, rispetto al 2022. I cittadini in difficoltà ad accedere all’assistenza del territorio ricorrono al pronto soccorso anche per prestazioni non urgenti che dovrebbero essere garantite da altre strutture.
I principali risultati per il 2023 evidenziano, come già sottolineato, l’aumento delle difficoltà nell’accesso alle cure. Il 7,6% rinuncia alle cure con una disparità di genere (9,0% donne e 6,2% uomini), in aumento nell’ultimo anno. Molte Regioni sono in affanno nel rispetto dei tempi di attesa: nell’area cardiovascolare e oncologica, in particolare, c’è eterogeneità tra i sistemi sanitari regionali. Per l’area cardiovascolare nel Lazio, Friuli-Venezia Giulia, Toscana e Umbria i tempi di attesa sono ancora superiori rispetto al pre-pandemia. Nell’area oncologica Marche, Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta hanno un differenziale negativo con il 2019 molto ampio. Riguardo agli interventi oncologici di classe A (entro 30 giorni per i casi clinici che potenzialmente possono aggravarsi rapidamente) si segnalano situazioni difficili in diverse Regioni.
CRESCITA STABILE MA DELUDENTE
Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto le stime per il 2024 e il 2055 rispetto al WEO dello scorso aprile. La crescita economica globale è confermata al 3,2% sia nel 2024 sia nel 2025. Le revisioni sono state significative ed hanno portato al rialzo le stime della crescita USA portata al 2,8% nel 2024 dal precedente 2,7% e al 2,2% nel 2025 rispetto al precedente 2,9%. La revisione al rialzo delle stime USA ha compensato quelle al ribasso per altre economie avanzate soprattutto nell’Area euro dove per la Germania nel 2024 è stata prevista una crescita invariata e nel 2025 dello 0,8%, quasi dimezzata rispetto alle stime precedenti.
Per l’Italia è confermata la crescita dello 0,7% mentre per il 2025 vi è une revisione al rialzo di 0,1 p.p. (+0,8%). Nei mercati emergenti e in quelli in via di sviluppo vi è stata un’analoga compensazione. Il Medio Oriente e l’Asia centrale e per l’Africa subsahariana stanno subendo interruzioni di produzione e spedizione di materie prime – soprattutto petrolio – guerre civili ed eventi meteorologici estremi: per questo motivo la crescita stata rivista al ribasso rispettivamente a 2.4% da 2,6% e a 3.6% da 3,8%. Le prospettive di crescita dell’Asia emergente, grazie alla crescente domanda di semiconduttori e di elettronica, insieme a ingenti investimenti in intelligenza artificiale e investimenti pubblici in India e Cina, sono state riviste al rialzo di 0,1 p.p. sia nel 2024 sia nel 2025 (rispettivamente 5,3% e 5,0%).
Le previsioni nel medio termine non sono soddisfacenti: tra 5 anni la crescita globale sarà del 3,1% al di sotto del periodo pre-pandemia. Il livello dei prezzi sta scendendo in molte regioni esista avvicinando al tasso obiettivo delle banche centrali. L’inflazione dei servizi, tuttavia, si sta mantenendo elevata. Secondo il FMI questo può essere ovviato con la comprensione delle dinamiche settoriali al fine di una migliore calibrazione della politica monetaria. Per migliorare le prospettive di crescita nel medio termine sono necessarie riforme strutturali, pur mantenendo il sostegno ai più vulnerabili. A tal fine vanno implementate delle strategie per migliorare l’accettabilità sociale favorire con successo l’implementazione delle riforme.
FMI – World Economic Outlook October 2024
https://www.imf.org/en/Publications/WEO/Issues/2024/10/22/world-economic-outlook-october-2024
ITALIA: NASCITE ANCORA IN CALO
L’Italia è in pieno inverno demografico: secondo le stime ISTAT nel 2023 sono nati 379.890 bambini, 13mila in meno rispetto all’anno precedente (-3,4%). Anche per il 2024 si conferma la tendenza: nei primi sette mesi del 2024 sono nati 4.600 bambini in meno. Gran parte del differenziale delle nascite è tra coppie di genitori entrambi italiani: -12mila il 3,9%. Mentre tra coppie di genitori di cui almeno uno è straniero sono in calo dell’1,5% rispetto al 2022. La fecondità totale è in leggera diminuzione da 1,24 figli per donna del 2022 a 1,2 del 2023. La fecondità delle donne italiane è di 1,14 figli contro 1,18 del 2022 mentre quella delle donne straniere è 1,79 figli contro 1,86 del 2022.
Nel rapporto i dati del 2023 possono essere confrontati direttamente con quelli del 2008, anno in cui vi furono 576.659 nascite. La contrazione delle nascite tra il 2008 e il 2023 è stata di -196.769 bambini il 34.1% in meno. Il rapporto sottolinea come non vi sia solo la difficoltà di passare dal primo al secondo figlio ma anche quella di avere un primo figlio. Nel 2023 le nascite dei primogeniti sono state 186.613 unità, -3.1% rispetto al 2022. Le nascite dei secondogeniti sono diminuite del 4,5% mentre quelle di ordine successivo dell’1,7%. Si tratta, evidenzia ancora il rapporto, di una tendenza consolidata: dal 2008 le nascite di primo ordine sono diminuite del 34,4%, quelle dei secondogeniti del 36,3% e quelli di ordine successivo del 26,5%.
Alla fine del 2023 avevano acquisito cittadinanza italiana 1,9 milione di individui: la maggiore integrazione degli stranieri nel nostro Paese rende più complessa la rilevazione dei comportamenti familiari di questi gruppi di popolazione. Nel 2023 continua la riduzione delle nascite tra coppie in cui almeno uno dei genitori è di origine straniera: tra il 2022 e il 2023 sono diminuite di 1.274 unità -1,5%. Continua, infine, l’aumento dell’incidenza di figli fuori dal matrimonio: nonostante nel 2023 vi sia stata una leggera diminuzione -2mila unità, l’incidenza è passata al 42,4% nel 2023, dal 41,4% del 2022 con un incremento di 0,8 p.p. rispetto al 2022. L’incidenza nelle coppie di genitori entrambi italiani sale al 45,9%.
ISTAT – Natalità e fecondità della popolazione residente – Anno 2023
https://www.istat.it/comunicato-stampa/natalita-e-fecondita-della-popolazione-residente-anno-2023/

MANOVRA 2025: LE MISURE PER LA SANITÀ
Il Governo italiano ha approvato il Disegno di legge di bilancio 2025-2027. Tra qualche giorno dovrebbe iniziare l’iter parlamentare con le audizioni, mentre l’arrivo previsto in aula parlamentare è per il 18 novembre. Il Titolo VII contiene le misure desinate alla sanità: in particolare, l’Articolo 47 comma 1 dispone il finanziamento per il SSN per gli anni 2025-2030. Per il 2025 il Fabbisogno sanitario nazionale standard (FSN) è aumentato di 1,3 miliardi di euro (a questo va aggiunto poco più di un miliardo, previsto dalla legge di bilancio 2024) Per il 2026, l’incremento sarà di quasi 5,1 miliardi. Il FSN sarà di 136,5 miliardi di euro nel 2025 e di 140,6 miliardi nel 2026.
Tra le misure più significative si segnalano le disposizioni dell’Articolo 48 sull’incremento dei limiti di spesa per l’acquisto di prestazioni sanitaria da soggetti privati accreditati. Per facilitare lo smaltimento delle liste di attesa, il limite di spesa previsto per l’erogazione delle prestazioni assistenziali ricomprese nei livelli essenziali di assistenza (anche pronto soccorso in codice giallo e arancione) da parte di soggetti privati accreditati è incrementato di 0,5 p.p. nel 2025 e di 1 p.p. nel 2026. All’Articolo 49 sono previste misure in materia di farmaci innovativi da inserire nel Fondo per i farmaci innovativi, gli antibiotici del gruppo Reserve (usati in ultima istanza per le infezioni multi-resistenti) e i farmaci ad innovatività condizionata o potenziale (inseriti nel prontuario farmaceutico regionale in quanto passibili di riesame).
Il comma 5 prevede che l’AIFA definisca i criteri di valutazione per l’attribuzione dell’innovatività terapeutica che consente l’accesso al Fondo per i farmaci innovativi. Per i farmaci innovativi condizionali, al comma 8 è prevista la possibilità accedere con un massimale di 300 milioni di euro al Fondo per i farmaci innovativi. Anche ai farmaci classificati Reverse secondo la nomenclatura la nomenclatura “AWaRe” dell’OMS è consentito l’accesso al suddetto Fondo per un importo non superiore ai 100 milioni di euro. L’Articolo 51 comma 1 vincola una quota del FSN per un importo di 50 milioni di euro per il 2025 per consentire l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza.
QS – Disegno di legge di bilancio 2025-2027 – La sanità
https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=125267




