La selezione della settimana: #1 OECD: aumentare la resilienza sei sistemi sanitari grazie a un toolkit di individuazione delle criticità #2 La Voce: la rimodulazione degli investimenti del PNRR comporterà un onere aggiuntivo per la finanza pubblica di 9,42 miliardi di euro. #3 NBER: L’abolizione o la riduzione dell’IVA in periodi di elevata inflazione ha effetti asimmetrici che possono essere mitigati da misure anti-profitto. #4 Bundesbank: come affinare le metodologie di nowcasting per migliorare le previsioni ad uso di policymaker e operatori di mercato.


Identificare le vulnerabilità e sviluppare azioni per affrontarle sono i fattori chiave per migliorare la resilienza dei sistemi sanitari. In un Handbook intitolato “Strengthening Health Systems” l’OCSE fornisce ai responsabili delle politiche sanitarie e ai pianificatori dei sistemi sanitari uno strumento per valutare lo stress della resilienza dei loro sistemi sanitari, per identificare azioni correttive e intraprendere cambiamenti che migliorino la resilienza del sistema sanitario. L’Handbook è stato sviluppato come parte delle iniziative di formazione e rafforzamento delle capacità dell’UE in risposta alla pandemia di COVID-19. La metodologia presentata va oltre gli esempi del volume ed è adattabile a un ampio ventaglio di shock. (Leggi)

Secondo quanto evidenziato dalla relazione tecnica del decreto-legge “PNRR quater”, le recenti modifiche apportate al PNRR, approvate con decisione del Consiglio di Europa dell’8 dicembre 2023, comporteranno un ulteriore onere per la finanza pubblica di 9,42 miliardi di euro. È quanto emerge dall’analisi di F. Ferrara su “La Voce” del decreto-legge in un articolo intitolato “Il nuovo PNRR ridisegna gli investimenti“. Nel decreto-legge sono state adeguate le dotazioni finanziarie del nuovo piano ed è stata definita la sorte degli investimenti stralciati dalle modifiche, in un quadro di rimodulazione generale delle risorse per gli investimenti. (Leggi)

Il taglio o l’abolizione temporanea dell’imposta sul valore aggiunto sono tra le strategie di contenimento dell’inflazione adottate da alcuni Paesi. In un paper NBER intitolato “Can VAT Cuts and Anti-Profiteering Measures Dampen the Effects of Food Price Inflation?”, Y. Benzarti, S. Garriga e D. Tortarolo, hanno stimato gli effetti sul contenimento dell’inflazione di un taglio piuttosto significativo di 21 p.p. dell’IVA praticato in Argentina durante un periodo di inflazione elevata, in associazione a misure anti-profitto nel tentativo di contenere i prezzi dei generi alimentari. I risultati delle misure sono asimmetrici nel caso di assenza di contestuali misure anti-profitto. (Leggi)

Gli indici dei prezzi settimanali basati sulle informazioni raccolte dagli scanner alle casse dei supermercati, seguono molto bene l’andamento rilevato dai documenti ufficiali. È il principale risultato di un paper Bundesbank “Nowcasting Consumer Price Inflation Using High-Frequency Scanner Data: Evidence from Germany” di G. Beck, K. Carstensen, JO. Menz, R. Schnorrenberger e E. Wieland. Associando alle elaborazioni le tecniche di ML, si ottengono miglioramenti significativi nelle previsioni dell’inflazione dei sottocomponenti rilevanti per le decisioni di policy. L’integrazione con altre informazioni genera previsioni che superano le aspettative di inflazione basate sui sondaggi, notoriamente difficili da battere. (Leggi)

UN TOOLKIT PER LA RESILIENZA DEI SISTEMI SANITARI

Il colore si configura come una guida destinata a tutti gli operatori per aiutarli a valutare quanto sia vulnerabile a uno shock il loro sistema sanitario. Una volta individuato il grado di vulnerabilità, è necessario individuare le azioni da intraprendere per renderlo resiliente. La pandemia da Covid-19 ha dimostrato le vulnerabilità evidenziando le grandi tensioni che eventi di questo tipo scaricano sui sistemi sanitari nazionali. La capacità di rispondere a questo stress può influire sulla salute degli individui, sullo stato dell’economia e sulla società nel suo complesso. Una scarsa resilienza è stata dimostrata anche durante le precedenti crisi finanziarie, in questo caso vengono potenzialmente meno le risorse per il suo finanziamento.

I policy maker valutando la resilienza della sanità sono in grado di migliorarla riducendo al minimo l’impatto di ogni eventuale shock sulla salute dei cittadini, garantendo, allo stesso tempo, il proseguimento delle funzioni essenziali del sistema sanitario. La metodologia proposta dall’OCSE, per individuare le debolezze e sviluppare azioni per affrontarle, è stata progettata per testare un’ampia gamma di scenari di shock e non solo gli esempi mostrati nel volume (pandemia, crisi finanziaria, cambiamento climatico e resistenza agli antibiotici). Prendendo ad esempio uno dei casi di studio, nel 2019 sono stati stimati 4,95 milioni di decessi associati alla resistenza agli antibiotici di cui 1,27 milioni attribuibili alla resistenza batterica agli antibiotici.

I decessi mostrano un’elevata variabilità territoriale alcune legate a vincoli di risorse come l’Africa sub sahariana. In Europa Islanda e Norvegia contano il maggior numero di decessi. Se si considerano le cause complesse della resistenza agli antibiotici e soprattutto l’onere economico richiesto, si comprende come sia strategicamente più efficace ed economicamente più vantaggiosa una strategia multisettoriale. Il test viene effettuato in un Paese ipotetico alle prese con un’epidemia di MDRO Multi Drug Resistant Organisms (microrganismi resistenti ad almeno uno degli antibiotici di tre o più famiglie diverse) con il batterio che non è stato ancora isolato. Il test prende in considerazione una serie di indicatori per valutare il grado di preparazione del sistema, le conseguenze, gli effetti a cascata, al fine di elaborare una strategia più ampia che renda resiliente il sistema e contrasti efficacemente l’epidemia.

OECD – Strengthening Health Systems

https://www.oecd-ilibrary.org/social-issues-migration-health/strengthening-health-systems_3a39921e-en

IL NUOVO PNRR TRA RIMODULAZIONI E INCREMENTI DELLA SPESA

Dopo l’approvazione delle modifiche da parte del Consiglio di Europa, il decreto-legge PNRR quater è stato un passeggio legislativo necessario per definire il nuovo quadro del PNRR. La rimodulazione degli investimenti non avrà, tuttavia, un impatto neutrale sulla finanza pubblica, come dal punto di vista teorico avrebbe potuto essere. La differenza tra i maggiori impieghi e le risorse disponibili è positiva per 9,42 miliardi di euro. Su complessivi maggiori impieghi per 22,74 miliardi di euro sono stati previsti 11,13 miliardi di euro per il Capitolo RePowerEu al netto dei progetti già in essere. Ulteriori 11,64 miliardi sono stati destinati al PNRR al netto degli investimenti in essere.

Le risorse disponibili per complessivi 13,32 miliardi di euro provengono per 2,76 miliardi dall’assegnazione dei fondi RePowerEu all’Italia, 0,14 miliardi dalla rivalutazione del PIL e 10,42 miliardi da definanziamenti su misure PNRR. In particolare, sono state definanziate misure per 9,43 miliardi di euro mentre 2,99 miliardi sono ricavati da revisioni al ribasso degli obiettivi o a economie. Con il decreto-legge è stata, inoltre, prevista un’autorizzazione di spesa per 3,4 miliardi di euro. In mancanza di indicazioni esplicite l’autore tenta di ricostruire, sulla base della Quarta relazione sullo stato di attuazione del PNRR del 22 febbraio 2024, le misure che dovrebbero essere parzialmente definanziate o escluse dal PNRR.

Tra le misure principali che sono rimaste prive di coperture, per complessivi 4 miliardi di euro, vanno menzionate le misure per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico (M2C4) definanziate per 1.200 miliardi, le linee di collegamento ad Alta Velocità con l’Europa nel Nord (M3C1) per 930 milioni di euro, i collegamenti diagonali (Roma-Pescara) (M3C1) per 620 milioni di euro, Sostegno alla nascita e al consolidamento delle PMI del settore turistico (M1C3) per 308 milioni di euro, la promozione impianti innovativi (M2C2) 675 milioni e Bus elettrici (M2C2) 200 milioni. Le misure coperte dal decreto-legge 3412.8 miliardi di euro che nel complesso determinano un ulteriore carico per la finanza pubblica di 12,86 miliardi di euro. Questo importo ha trovato copertura nella riduzione di alcuni importanti capitoli di spesa tra cui spiccano 5 miliardi del fondo di sviluppo e coesione di cui l’80% avrebbe dovuto essere destinato al Mezzogiorno.

La Voce – Il nuovo PNRR ridisegna gli investimenti

CONTENERE L’INFLAZIONE TAGLIANDO L’IVA HA EFFETTI ASIMMETRICI

Il taglio dell’IVA è stata una misura attuata da molti Paesi durante l’ultimo periodo inflazionistico per aiutare le fasce più vulnerabili della popolazione a fronteggiare l’aumento del costo della vita. Persino l’Unione europea ha rallentato il percorso di armonizzazione dell’IVA tra gli stati membri. Gli autori hanno evidenziato come nei Paesi OCSE non vi siano evidenze empiriche che supportino l’adozione di queste misure. Quando avvenuto, il contesto era caratterizzato da bassa inflazione. Per valutare l’impatto del taglio dell’IVA sul contenimento dell’inflazione per alcuni beni di prima necessità, si è studiato il caso dell’Argentina dove l’IVA fu abbassata di 21 p.p. tra l’8 agosto e il 31 dicembre 2019.

In una prima fase fu ridotta l’IVA di alcuni beni facenti parte del paniere alimentare di base mentre altri facente parte dello stesso paniere furono esclusi dalla manovra. Questa circostanza, una volta verificato che la tendenza dei prezzi dei beni inclusi ed esclusi dalla misura fosse lo stesso, ha consentito di svolge un’analisi basata sull’approccio diff-in-diff. I beni sottoposti alla misura sono stati inseriti nel gruppo di trattamento mentre quelli esclusi nel gruppo di controllo. Come misura preventiva contro le risposte asimmetriche dei prezzi e i ritardi di aggiustamento (isteresi) sono state applicate misure anti-profitto su un sottoinsieme di beni interessati dalla riduzione dell’IVA. Il governo ha, in aggiunta, monitorato i prezzi degli alimentari nei supermercati.

Un primo risultato riguarda l’asimmetria della risposta dei prezzi che sono diminuiti in media del 50% del taglio dell’IVA e aumentati il 90% della reintroduzione. Complessivamente, nel medio periodo, gli effetti del taglio temporaneo dell’IVA sono stati negativi. Le politiche anti-profitto sono riuscite a mitigare l’effetto asimmetrico della misura sull’IVA riducendo l’impatto del ripristino dell’IVA di un fattore doppio. Sebbene le misure non fossero destinate ai negozi indipendenti, vi erano delle aspettative sulla base dell’ipotesi che la concorrenza avrebbe limitato l’incremento dei prezzi in questa tipologia di esercizi. Ciò non è avvenuto in quanto si è generato un divario, persistente nel medio periodo, tra i prezzi dei supermercati e quelli dei negozi indipendenti. La persistenza del divario può essere spiegata da una concorrenza non sufficientemente forte da favorire la convergenza tra i prezzi praticati nei supermercati e gli stesi praticati nei negozi indipendenti.

NBER – Can VAT Cuts and Anti-Profiteering Measures Dampen the Effects of Food Price Inflation?

https://www.nber.org/papers/w32241

PROVE TECNICHE DI NOWCASTING DELL’INFLAZIONE

Le decisioni di politica monetaria in tempi di inflazione galoppante e di turbolenze necessitano di un set predittivo che riesca a cogliere con la maggior precisione possibile l’evoluzione, a brevissimo termine, dell’indice dei prezzi al consumo. I dati settimanali degli acquisti delle famiglie raccolte dagli scanner dei supermercati in combinazione con tecniche di ML forniscono un toolkit promettente per monitorare l’andamento dell’inflazione, con sviluppo potenzialmente dirompenti e prendere decisioni informate. Il dataset è stato costruito sulla base di un panel di famiglie tedesche realizzato da una delle maggiori società tedesche di ricerche di mercato, la GFK. Il dataset contiene i dati dei prezzi dei beni di consumo che sono venduti velocemente a prezzi relativamente bassi per un periodo che va dal 2003 al 2022.

In media il panel analizzato contiene 30mila famiglie, 200mila prodotti rilevati con lo scanner dei supermercati per circa 30 milioni di osservazioni all’anno. I dati consentono di mappare più di 180 beni di consumo, corrispondenti al 12% del paniere dei beni tedesco utilizzato per calcolare l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (HCIP). Gli indici dei prezzi così costruiti seguono piuttosto fedelmente indici dei prezzi ufficiali. Le eventuali differenze, come quelle che sono state osservate nel periodo di inflazione più elevata, dipendono in parte dagli acquisti che includono prodotti scontati o sostituti. I dati scannerizzati delle famiglie consentono di migliorare la previsione a brevissimo termine su vari livelli.

In primo luogo, questo approccio riduce l’errore della previsione del tasso di inflazione mensile rispetto a un modello di riferimento con serie storiche univariate già solo con i dati scannerizzati di una settimana. In secondo luogo, analizzando alcune famiglie di prodotti, (alimentari, beni non energetici) che sono monitorati dalla politica monetaria, con stimatori ML si migliorano del 25% gli errori di previsione rispetto al modello di benchmark. Considerando, infine, separatamente le componenti del’HCIP tedesco ed espandendo il set di indicatori, includendo i beni energetici e i pacchetti vacanza, si ottengono modelli di nowcasting altamente competitivi che sono alla pari o addirittura superiori a quelli di Bloomberg.

Bundesbank – Nowcasting Consumer Price Inflation Using High-Frequency Scanner Data: Evidence from Germany

https://www.bundesbank.de/en/publications/research/discussion-papers/nowcasting-consumer-price-inflation-using-high-frequency-scanner-data-evidence-from-germany-920372