La selezione della settimana: #1 ISTAT: nel 2023 in Italia il PIL reale è cresciuto dello 0,9%. Si tratta di un risultato leggermente migliore di quanto stimato degli organismi internazionali. #2 HAL: la pandemia di covid-19 ha inciso negativamente sull’efficienza dei sistemi sanitari dei Pesi OCSE. #3 CEPS: grazie a nuovi regolamenti UE in materia sanitaria sono stati fatti passi in avanti nella preparedness della UE alle prossime pandemie a molto ancora resta da fare. #4 ECFIN: la Commissione tira le somme a tre anni dal varo del RFF. In questo periodo sono seti erogati quasi 225 miliardi di euro.


Nel nostro Paese nel 2023 il PIL in volume è cresciuto dello 0,9%, in frenata rispetto al 2022 quando la crescita è stata del 4,0% – dato rivisto al rialzo di 0,3 p.p. rispetto al precedente comunicato del 2023. La crescita è stata trainata dalla domanda nazionale al netto delle scorte, in particolare con l’identico contributo dei consumi finali nazionali e degli investimenti fissi lordi di 1,0 p.p. Dal lato dell’offerta, il valore aggiunto è aumentato nelle costruzioni e in alcuni comparti dei servizi mentre è diminuito nell’agricoltura, nell’attività estrattiva e nell’industria, compresa la manifattura. L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche è stato pari al 7,2%, in miglioramento rispetto al -8,6% del 2022. (Leggi)

Durante la pandemia di Covid-19 l’efficienza di quasi tutti i sistemi sanitari di 31 Paesi OCSE è peggiorata rispetto al periodo precedente. È quanto ha rilevato uno studio intitolato “Healthcare system efficiency and drivers: Re-evaluation of OECD countries for COVID-19” di G. Manavgat e M. Audibert pubblicato su SSM Health Systems. L’articolo ha anche indagato sui determinati dell’efficienza dei sistemi sanitari, evidenziando una relazione negativa tra l’efficienza e il tasso di disoccupazione, la spesa sanitaria sul PIL e la quota di ultrasessantacinquenni. Al contrario un elevato tasso di vaccinazione ha agevolato il funzionamento dei sistemi sanitari durante la pandemia. (Leggi)

Dopo tre anni dall’inizio della pandemia l’Unione europea ha compiuto passi avanti significativi per una maggiore integrazione e coesione perseguendo l’obiettivo di modificare i trattati dell’UE per rafforzare le competenze a livello dell’UE in materia sanitaria. Secondo un paper CEPS “Health emergency response governance in the EU after the COVID-19 pandemic” vi sono ancora incertezze su alcuni punti fondamentali che vanno risolti se si vogliono salvare vite umane in futuro. Istituzione di un organismo di coordinamento durante un’emergenza sanitaria, raccolta di dati per valutare le opportune contromisure, fonti di finanziamento per gli appalti e sviluppo di contromisure mediche. (Leggi)

Al primo febbraio 2024 nell’ambito del RRF sono stati erogati all’incirca 225 miliardi di euro di cui 157 previa presentazione di richieste di pagamento e il raggiungimento soddisfacente delle tappe intermedie e degli obiettivi. È quanto emerge dal rapporto “Mid-Term Evaluation of the Recovery and Resilience Facility. Strengthening our Union through ambitious reforms and investments” predisposto dalla DG Direzione generale degli Affari economici e finanziari della Commissione europea. Fino al 31 dicembre 2021 sono stati concessi a 21 stati membri 56,5 miliardi di euro in prefinanziamenti del RRF e 10,4 miliardi di prefinanziamento REPowerEU tra dicembre 2023 e il 1° febbraio 2024. (Leggi)

PIL 2023 MEGLIO DEL PREVISTO. CALA L’INDEBITAMENTO

Nel 2023 la crescita del PIL in volume si è attestata a +0,9%: un valore superiore rispetto a quanto stimato dall’OCSE, dalla Commissione europea e dal FMI nelle ultime previsioni (+0,7% per tute le istituzioni). Dal lato degli impieghi la domanda nazionale, al netto delle scorte, ha contribuito di 2,0 p.p. alla crescita del PIL in volume. Nello specifico i consumi finali nazionali e gli investimenti fissi lordi hanno entrambi dato un contributo di 1 p.p. La variazione delle scorte ha contribuito negativamente di 1,3 p.p. e la domanda estera netta di 0,3 p.p.

La spesa dei consumi delle famiglie residenti è cresciuta in volume dell’1,2%: La spesa per consumi di servizi è aumentata del 3,8% mentre quella per beni si è contratta dell’1,2%. Gli investimenti fissi lordi sono cresciuti del 4,7%: in particolare negli investimenti in costruzioni +3,1%, in macchinari e attrezzature +3,2%, in mezzi di trasporto +23,4% e in prodotti della proprietà intellettuale 5,9%. Il valore aggiunto è aumentato complessivamente dell’1,1%. Il settore primario si è contratto del 2,5% mentre l’industria in senso stretto dell’1,1%. Le costruzioni sono cresciute del 3,9% mentre i servizi +1,6%. La crescita del 2022 è stata rivista al rialzo di +0,3 p.p. rispetto al 3,7% pubblicato nello scorso comunicato.

Dal lato degli impieghi la revisione ha interessato la spesa delle Amministrazioni pubbliche la cui crescita è stata rivista al rialzo di +0,3 p.p. da 0,7& a 1,0% e le esportazioni, la cui crescita è aumentata da 9,9 a 10,2%. Sono stati rivisti al ribasso la spesa delle famiglie da 5,0% a 4,9%, la spesa delle ISP da 6,8% a 5,4% e per gli investimenti da 9,6% a 8,4%. Dal lato degli impieghi le importazioni sono tare riviste al rialzo di 0,5 p.p. a 12,9.

Nel conto consolidato delle amministrazioni pubbliche per l’anno 2023, l’indebitamento netto in rapporto al PIL si è attestato -7,2%, in miglioramento rispetto all’anno precedente quando era -8,6%. Il saldo primario, ossia la differenza tra uscite ed entrate delle amministrazioni pubbliche al netto della spesa di interessi passivi, ha un’incidenza sul PIL negativa di -3,4%, in miglioramento rispetto al 2022 quando era -4,3%. Il saldo di parte corrente è positivo ed è pari a 12.6 miliardi di euro mentre era -23.1 miliardi nel 2022.

ISTAT – PIL e indebitamento AP | Anno 2023

https://www.istat.it/it/archivio/294373

PANDEMIA ED EFFICIENZA DEI SISTEMI SANITARI

Durante la pandemia nell’arco di poche settimane in 31 Paesi OCSE, l’efficienza dei sistemi sanitari nazionali è peggiorata in modo significavo. La percentuale di Paesi con sistemi sanitari efficienti è crollata dal 43,7% al 25% in sole cinque settimane. I Paesi OCSE hanno affrontato numerose difficoltà: hanno pesato l’inadeguatezza delle risorse sanitaria e l’incapacità di arginare lo shock. I Paesi che hanno riscontrato le difficoltà maggiori sono stati Italia, Francia, Stati Uniti e Spagna. Ma nel complesso i Paesi sono riusciti ad intervenire spesa in quanto è stato osservato un incremento della spesa sanitaria dal 8,52% sul PIL del 2018 al 9,7% del 2020. Alcuni paesi maggiormente colpiti dal virus hanno incrementato in modo significativo la spesa sanitaria sul PIL, ad esempio, Il Regno Unito dal 10,2% al 12,8%, la Slovenia dall’8,5% al 10% e la Corea del Sud dal 7,3 all’8,5%.

È aumentato anche il personale sanitario che nel 2020 ha superato la densità di 50 lavoratori nella sanità e nell’assistenza sociale per 1000 abitanti registrata nel 2018. In termini di esiti sanitari il tasso di mortalità per caso era eterogeneo tra Paesi sebbene nel tempo le differenze si siano ridotte. L’analisi delle risposte dei sistemi sanitari durante la pandemia di Covid-10 in termini di input ha consentito di studiare in che modo i paesi OCSE, che hanno i sistemi sanitari più ricchi a livello globale, hanno continuato a esserlo durante la pandemia. L’orientamento più recente nella ricerca sanitaria è lo studio della capacità dei sistemi sanitari di affrontare le sfide invece di affrontare i rischi per la salute: la sfida più importante, anche nell’ottica della pandemia appena affrontata, è la gestione efficiente dell’assistenza sanitaria e dei sistemi sanitari.

Per quantificare l’efficienza di un sistema sanitario gli autori hanno utilizzato il metodo DEA (corretto per i bias), un approccio non parametrico basato su metodi matematici per stimare le frontiere produttive delle migliori pratiche e valutare l’efficienza relativa (tecnica o allocativa) delle diverse unità decisionali. Il risultato mostra che vi è stato un peggioramento significativo dell’efficienza dei sistemi sanitari durante la pandemia. D’altro canto, lo studio è stato l’occasione per individuare i driver dell’efficienza dei sistemi sanitari. La popolazione più istruita contribuisce positivamente al funzionamento dei sistemi sanitari mentre una popolazione più anziana lo rende più inefficiente. Durante la pandemia il livello più elevato di spesa sanitaria sul PIL è stato il riflesso di una struttura più anziana della popolazione confermando studi OCSE in cui si evidenziava che l’incremento della spesa non incrementa l’efficienza.

HAL – Healthcare system efficiency and drivers: Re-evaluation of OECD countries for COVID-19

https://hal.science/hal-04350906

IL LUNGO PERCORSO DELLA PREPAREDNESS IN EU

La governance della gestione e della risposta alle crisi sanitarie pubbliche nell’Unione europea è stata rinnovata con due importanti regolamenti: il Regolamento (UE) 2022/2371 sulle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero e il Regolamento (UE) 2022/2372 del Consiglio sul quadro di misure volte a garantire forniture di contromisure mediche. Il Regolamento (UE) 2022/2371, che ha sostituito la Decisione 1082/2013/EU, stabilisce il quadro giuridico per le azioni dell’UE volte a prevenire e rispondere a minacce future come le pandemie. Tra gli elementi più importanti vi sono il rafforzamento dell’Health Security Committee (HSC) e la creazione dell’Health Crisis Board (HCB) che ricopre un ruolo centrale.

Sono regolate, inoltre, la pianificazione della prevenzione, la preparazione e risposta a livello nazionale e dell’UE e l’approvvigionamento congiunto di contromisure mediche. Sono stati previsti, inoltre, una rete di sorveglianza rafforzata e integrata a livello dell’UE, un nuovo quadro di valutazione del rischio riconoscimento di un’emergenza sanitaria pubblica a livello UE e l’introduzione di un Comitato consultivo sulle emergenze sanitarie pubbliche. I due regolamenti seguono la COM(2021) 576 che ha istituito l’European Health Emergency preparedness and Response Authority (HERA) che è stata ed è responsabile della gestione e dell’attuazione dei contratti per i vaccini anti-COVID-19 per conto degli Stati membri.

Il documento CEPS ha evidenziato alcune questioni riguardanti il quadro di governance: un rapporto ambiguo tra Health Crisis Board e HERA e potenziali sovrapposizioni tra l’Health Crisis Board e l’Health Security Committee. Nella discussione sull’attuazione dei regolamenti dovrebbero confluire nessi più chiari e la ripartizione delle responsabilità tra l’HCB e l’HSC per quanto riguarda le contromisure mediche. È necessario, inoltre, esaminare l’interazione tra HERA e l’HCB nella prossima revisione del funzionamento di HERA e garantire che HERA abbia la competenza e l’autonomia necessarie per agire efficacemente durante una crisi. Un alto aspetto cruciale è evitare la sovrapposizione tra le attività di monitoraggio di HERA e dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) e considerare la riassegnazione di questo mandato tra i due organismi nell’ambito della prossima revisione delle operazioni di HERA entro il 2025.

CEPS – Health emergency response governance in the EU after the COVID-19 pandemic

IL PNRR A METÀ DEL GUADO

A soli due anni dall’inizio dell’erogazione dei fondi del RRF è ancora prematuro valutare quale investimento abbia raggiunto gli obiettivi e qual sia stato l’impatto sull’economia degli stati membri. È invece possibile tirare le somme e quantificare l’ammontare delle somme erogate al 1° febbraio 2024. Grazie al prefinanziamento e alla velocità degli esborsi è stato garantito il supporto finanziario agli stati membri. Nel triennio 2021-2023 sono stati erogati quasi 255 miliardi di euro. Di questi, 56,5 miliardi di euro in prefinanziamenti del RRF a 21 paesi, 157 miliardi erogati su richiesta di pagamento previo raggiungimento degli obiettivi e delle tappe intermedia e 10,4 miliardi di prefinanziamento REPowerEU tra dicembre 2023 e il 1° febbraio 2024.

Di quest’importo 144 miliardi sono aiuti agli stati membri a fondo perduto e 80,2 miliari sono prestiti. Il rapporto sottolinea l’importanza del ruolo del prefinanziamento che, in un momento molto delicato del post pandemia, ha contribuito a rilanciare la ripresa. Rispetto a uno scenario senza RFF, queste erogazioni hanno incrementato lo spazio fiscale. La velocità di erogazione è considerata una delle caratteristiche più efficaci del programma, soprattutto rispetto all’erogazione dei fondi strutturali che sono versati a pagamento avvenuto. Nonostante il confronto sia considerato improprio, i pagamenti legati alle fasi preparatorie e intermedia hanno svolto un ruolo decisivo nel garantire maggiore spazio fiscale agli stati membri.

Nel biennio 2021-2022 è stato erogato il 27% del budget attraverso pagamenti e prefinanziamenti regolari, quasi in linea con quanto previsto al momento dell’adozione dei piani (circa il 28%). Dalla prima metà del 2023 si è assistito a un rallentamento delle richieste di pagamento in quanto gli stati membri erano alle prese con le revisioni dei piani nazionali e con l’aggiunta del capitolo del REPowerEU. La revisione dei piani nazionali (con la conseguente rimodulazione degli importi massimi da ricevere) e l’aggiunta del REPowerEU sono stati determinati da fattori esterni che hanno influito sull’attuazione dello strumento, quali la guerra in Ucraina e la crisi dell’energia, l’interruzione delle catene globali di approvvigionamento e l’impatto dell’inflazione.

ECFIN – Mid-Term Evaluation of the Recovery and Resilience Facility. Strengthening our Union through ambitious reforms and investments

https://economy-finance.ec.europa.eu/publications/mid-term-evaluation-recovery-and-resilience-facility-strengthening-our-union-through-ambitious_en