La selezione della settimana: #1 AGENAS: presentato un nuovo sistema di misurazione e di valutazione delle performance delle aziende ospedaliere pubbliche. #2 CEPR: per stabilizzare il mercato dei beni, il principale obiettivo di politica monetaria è il tasso overnight dei mercati finanziari. #3 UPB: il confronto dei saldi e i livelli di finanza pubblica tra i diversi documenti istituzionali dei Paesi dell’Area euro, evidenziano eterogeneità nelle strategie di bilancio. #4 Senato: approvato il Disegno di legge per l’attuazione dell’autonomia differenziata con modifiche che rafforzano il ruolo dei LEP.


L’Agenas ha realizzato un nuovo sistema di misurazione e valutazione delle performance delle aziende ospedaliere pubbliche che si affianca al Programma Nazionale Esiti (PNE). Lo strumento, secondo quanto dichiarato dal Presidente Coscioni, è stato sviluppato allo scopo di monitorare la capacità delle aziende ospedaliere di raggiungere obiettivi assistenziali coerentemente con le risorse assegnate, attraverso il governo dei processi e l’adozione di modelli amministrativi adeguati. Grazie a questo sistema sarà possibile supportare i processi decisionali e le fasi della programmazione e del controllo, stimolare e guidare i processi di miglioramento della qualità in un contesto di governance pubblica. (Leggi)

La politica monetaria non può più essere considerata una variabile indipendente dai prezzi degli asset e i mercati sono sempre più coinvolti in una relazione simbiotica e riflessiva con le banche centrali. È l’ipotesi su cui si basa il paper di Riccardo. J. Caballero e Alp Simsek gennaio 2024 “Central Banks, Stock Markets, and the Real Economy” in cui gli autori hanno rivisto alcuni dei loro precedenti risultati teorici sulla relazione tra banche centrali e mercati finanziari. Secondo le evidenze empiriche la politica monetaria ha un impatto significativo sui prezzi delle azioni e reagisce ad ampie fluttuazioni dei prezzi delle azioni per garantire la stabilità finanziaria e gestire la domanda aggregata. (Leggi)

Il Senato nella seduta del 23 gennaio 2024 con 110 voti a favore, 64 contrari e 3 astenuti, ha approvato il DDL n. 615 recante “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario“. Il testo è passato alla Camera per l’approvazione. Le Legge “definisce i princìpi generali per l’attribuzione alle Regioni a statuto ordinario di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e per la modifica e la revoca delle stesse, nonché le relative modalità procedurali di approvazione delle intese fra lo Stato e una Regione, nel rispetto delle prerogative e dei Regolamenti parlamentari”. (Leggi)

Dall’analisi dei Documenti Programmatici di Bilancio 2024 (DPB) dei 20 Paesi dell’Area euro, emergono eterogeneità nelle strategie di finanza pubblica. Nel 2024 la crescita del PIL reale è stata stimata a valori superiori all’1%, con una media dell’1,7%. È quanto emerge dal Focus UPB 1/2024 “Una panoramica delle strategie di finanza pubblica nei Documenti Programmatici di Bilancio 2024 dei paesi dell’area dell’euro“. Nel Focus vi è un approfondimento dedicato alle maggiori economie dell’Area: Francia, Germania, Italia e Spagna. Per questi Paesi è stato analizzato sia lo scostamento tra le previsioni dei DPB e quelle del Programma di Stabilità e Crescita 2023 (PSC) sia con le ultime previsioni di autunno della Commissione europea. (Leggi)

VALUTARE LA GOVERNANCE PER MIGLIORARE LA QUALITÀ

Secondo quanto previsto dalla Legge di bilancio 2019 – Art. 1 c. 513 della Legge 30 dicembre 2018 n. 145 – “l’Agenas (…) realizza, a supporto del Ministero della salute e delle regioni e province autonome, un sistema di analisi e monitoraggio delle performance delle aziende sanitarie che segnali, in via preventiva, attraverso un apposito meccanismo di allerta, eventuali e significativi scostamenti relativamente alle componenti economico-gestionale, organizzativa, finanziaria e contabile, clinico-assistenziale, di efficacia clinica e dei processi diagnostico-terapeutici, della qualità, della sicurezza e dell’esito delle cure, nonché dell’equità e della trasparenza dei processi”. La misurazione e la valutazione della qualità clinico-assistenziale è già implementata nel Programma Nazionale Esiti.

Per osservare la previsione di legge l’Agenas ha sviluppato, in house, un nuovo sistema di misurazione e valutazione delle performance delle aziende ospedaliere, al momento limitato alle strutture pubbliche. In ambito sanitario la performance si riferisce ad aspetti molteplici: si va dall’efficienza economica e organizzativa, all’efficacia e alla qualità delle prestazioni offerte al cittadino. Le aree oggetto di monitoraggio sono cinque: accessibilità, governance dei processi organizzativi, sostenibilità economico-patrimoniale, personale e investimenti. I dati si riferiscono solo al 2019 e al 2021, senza il 2020 anno condizionato dalla pandemia. Il monitoraggio non copre tutte le Regioni, in quanto in Abruzzo, Molise, Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia e le Province Autonome di Trento e Bolzano sono assenti le aziende ospedaliere.

Si riporta, come esempio, la valutazione di due aziende ospedaliere della Regione Lombardia, il Policlinico San Matteo di Pavia e il Policlinico di Milano. Riguardo all’accessibilità entrambi le aziende hanno una performance media per il 2019 e bassa per il 2021. Nella governance dei processi organizzavi la performance è media per entrambi gli anni. Nella dimensione della sostenibilità economico patrimoniale, la performance è alta in entrambe gli anni: le sub-aree migliori sono quelle composte dagli indicatori di sintesi della gestione (caratteristica e straordinaria), quella relativa alla gestione dei debiti e solvibilità e quella che riguarda il saldo dell’attività intramoenia.

AGENAS – La valutazione delle performance delle aziende ospedaliere pubbliche

https://www.agenas.gov.it/la-struttura-e-la-metodologia-del-sistema-di-agenas-per-il-monitoraggio-della-performance-delle-aziende-ospedaliere

LA POLITICA MONETARIA INFLUENZA I MERCATI FINANZIARI

L’obiettivo delle banche centrali nel tempo si è modificato, passando dal controllo della massa monetaria a quello dei tassi di interesse overnight. La motivazione principale del cambiamento degli orientamenti di politica monetaria è dovuta alla constatazione che la relazione tra aggregati monetari e domanda aggregata è meno stabile di quella tra i tassi di interesse e domanda aggregata. Inizialmente, l’interesse nei riguardi dei tassi overnight era limitato ma con l’aumentato ruolo, negli ultimi cinquant’anni, dei mercati finanziari nell’influenzare il reddito disponibile, l’obiettivo è diventato più stringente. Negli Stati Uniti, ad esempio, negli ultimi cinquant’anni vi è stato un incremento significativo del rapporto tra la ricchezza delle famiglie e il reddito disponibile, dai 4,5 degli anni ai 7,5 degli anni più recenti.

Allo stesso modo la quota una percentuale crescente dei finanziamenti aziendali avviene sui mercati finanziari anziché attraverso i tradizionali prestiti bancari. Il valore delle obbligazioni delle società non finanziarie è cinque volte maggiore rispetto a quello degli anni ’80 mentre la percentuale dei prestiti bancari sul totale del credito è diminuito passato dal 26% al 10%. Il cambiamento degli obiettivi di politica monetaria sulle condizioni finanziarie ha avuto importanti implicazioni per i mercati finanziari in quanto questi ultimi reagiscono alle misure, effettive o previste, delle banche centrali e le banche centrali reagiscono e tentano di influenzare i mercati finanziari.

Le evidenze empiriche confermano quanto segue: la politica monetaria ha un impatto significativo sui prezzi delle azioni. La politica monetaria, inoltre, reagisce ad ampi movimenti dei prezzi delle azioni non solo per garantire la stabilità finanziaria ma anche, e forse soprattutto, per gestire la domanda aggregata. Gli effetti ricchezza dei prezzi delle azioni sono ampi e operano con lunghi ritardi e, infine, i prezzi delle azioni danno il maggiore contributo alle fluttuazioni delle condizioni finanziarie negli Stati Uniti e nella maggior parte delle principali economie. Le misure di politica monetaria, agendo sui mercati finanziari per stabilizzare il mercato dei beni, vanno incontro a ritardi lunghi e variabili.

CEPR – Central Banks, Stock Markets, and the Real Economy

https://cepr.org/publications/dp18653

LE POLITICHE DI BILANCIO NELL’AREA EURO

Dall’analisi dei Documenti Programmatici di Bilancio del 2023 (DPB), il PIL reale dei Paesi dell’area euro crescerà nel 2024 in media dell’1,7% contro una media dello 0,9% nel 2023. Le stime medie del PIL sono superiori di 0,5 p.p. rispetto alle previsioni di autunno 2023, di 0,2 p.p. inferiori della media euro dei Programmi di Stabilità e Crescita del 2023 (PSC). Il tasso di inflazione, misurato tramite il tasso di crescita del deflatore del PIL, è stimato in discesa dal 5,3 del 2023 al 2,9% del 2024 contro una media per l’Area euro del 3,2% delle previsioni di autunno ma superiore di 0,1 p.p. rispetto al PSC. Nel 2024 il disavanzo nominale medio in rapporto al PIL è previsto in diminuzione rispetto al 2023 da 3,4% a 2,9% in linea con la media euro delle ultime previsioni della Commissione e leggermente superiori (+0,2 p.p.) della media euro dei PS.

Il disavanzo primario medio nel 2024 è stimato all’1,1% in discesa dall’1,7% del 2023 e superiore di 0,3 p.p. rispetto ai PSC e di 0,1 p.p. rispetto alle previsioni di novembre scorso. I Documenti Programmatici di Bilancio per l’anno successivo sono presentati dai Paesi UE ogni anno entro la metà di ottobre, il Programma di Stabilità e Crescita è presentato entro aprile di ogni anno mentre le Previsioni economiche della Commissione europea sono pubblicate a cadenza semestrale, a primavera nel mese di maggio e in autunno nel mese di novembre. Focalizzando l’analisi dei DPB sulle grandi economie dell’Area euro (Francia, Germania, Italia e Spagna) emerge che per l’Italia il tasso di crescita del PIL reale è stimato per 2024 all’1,2% contro lo 0,9% delle previsioni di autunno e l’1,5% del PSC del 2023.

In Francia il tasso di crescita del PIL reale di 1,4% nel 2024 nel DPB è inferiore a quello stimato nel PSC di 0,2 p.p. mentre è superiore di 0,2 p.p. rispetto alle previsioni di autunno 2023. La Germania presenta un valore della crescita del PIL reale 2024 di 1,6%, molto distante dalle stime della Commissione 0,8% ma più in linea, sebbene con qualche differenza, alle stime del PS +1,8% e a quelle della Commissione della scorsa primavera +1,4%. La Spagna, infine, nel DPB ha stimato una crescita per l’anno corrente del 2,0% minore di 0,4 p.p. rispetto al PSC e maggiore di 0,3 p.p. rispetto alle previsioni di novembre. Riguardo al rapporto debito PIL per tutte le principali economie esclusa la Francia, per la quale è previsto un lieve incremento rispetto al PSC, il rapporto è stato stimato a un livello inferiore rispetto a quanto previsto dai rispettivi PSC.

UPB – Una panoramica delle strategie di finanza pubblica nei Documenti programmatici di bilancio 2024 dei paesi dell’area dell’euro

I LEP FULCRO DELL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA

Il disegno di legge approvato dal Senato, in prima lettura, contiene alcune novità rispetto al Testo d’iniziativa del Governo presentato dal Ministro Calderoli. L’Articolo 3 è stato profondamente modificato in quanto per l’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP), che vanno garantiti su tutto il territorio nazionale, è stata prevista una delega al Governo, che dovrà presentare entro 24 mesi dall’approvazione delle Legge uno o più decreti legislativi. La differenza con la versione originaria che prevedeva, per la determinazione dei LEP, il ricorso Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM), è rilevante.

Il DPCM è un atto di competenza esclusiva del Presidente del Consiglio ed è immediatamente efficace, mentre con il D.lgs., come sancito dall’articolo 77 della Costituzione, il Parlamento delega il Governo ad emanare decreti che abbiano il valore di legge ordinaria sulla base di precise indicazioni e scadenze contenute nella legge delega. Il D.lgs. è uno strumento più appropriato in questioni tecniche che necessitano di competenze tecniche o scientifiche di cui i parlamentari e i ministri non sono in possesso. I decreti legislativi saranno adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, di concerto con i Ministri competenti e previa acquisizione del parere della Conferenza unificata.

Gli schemi dei decreti legislativi saranno trasmessi alle Camere per l’espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari. Al comma 3 sono individuati le materie o negli ambiti di materie in cui i LEP possono essere determinati: ad esempio giustizia, istruzione, tutela della salute, tutela e sicurezza del lavoro, ricerca scientifica e tecnologica. Il comma 6 riguarda l’aggiornamento periodico dei LEP che avverrà in coerenza e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, con decreti del Presidente del Consiglio, su proposta dei Ministri competenti, di concerto con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie e il Ministro dell’economia e delle finanze. Un impianto che rende i LEP, nucleo invalicabile per rendere effettivi questi diritti su tutto il territorio nazionale.

Senato – Attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario

https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/56845.htm