La selezione della settimana: #1 SVIMEZ: la crescita del biennio 2021-2022 non ha alleviato il disagio sociale del Mezzogiorno in quanto la povertà assoluta è aumentata più che nel resto del Paese. #2 NBER: i Paesi emergenti sono indietro nella regolazione del mercato farmaceutico con conseguenti elevate barriere all’innovazione. Il caso della Cina che ha preso esempio dagli USA. #3 RGS: l’attività di valutazione delle politiche pubbliche a sostegno delle decisioni di bilancio e della programmazione degli interventi va rafforzata anche ricorrendo alle buone pratiche dei Paesi esteri.


Nel biennio 2021-2022 il PIL del Mezzogiorno è cresciuto del 10,7% compensando e superando la forte contrazione del 2020 pari all’8,5%. È quanto emerge dal Rapporto SVIMEZ 2023 presentato lo scorso dicembre, in cui si è evidenziato come la crescita sia stata uniforme in tutto il meridione e abbia superato quella registrata nel Nord-Ovest (+9,9%). I settori driver della crescita sono stati i Servizi che hanno contribuito sulla cresciuta cumulata del biennio per 71,1 p.p. contro il 63,6% del Centro-Nord. Il contributo delle costruzioni è stato positivo, superiore di 7 p.p. alla media del Centro-Nord, favorito dalle misure legate al Superbonus 100%. (Leggi)

Nel 2015 è stata varata una riforma legislativa del mercato farmaceutico cinese ispirata al modello statunitense. In un paper NBER intitolato Improving Regulation for Innovation: Evidence from China’s Pharmaceutical Industry, R. Jia, X. Ma, J. Yang e Y. Zhang hanno analizzato l’impatto della riforma sottolineando il ruolo positivo nella riduzione le barriere all’ingresso e nel favorire l’ingresso di imprese innovative. Il settore farmaceutico ha incrementato il proprio valore dopo la registrazione di nuovi farmaci. I Paesi lontani dalla frontiera potrebbero incrementare il potenziale innovativo adottando riforme legislative prese a modello dai Paesi sulla frontiera. (Leggi)

Come suggerito dall’OCSE nel nostro Paese l’attività di valutazione delle politiche pubbliche a sostegno delle decisioni di bilancio e della programmazione degli interventi va rafforzata. Una pubblicazione della RGS, intitolata Valutazione delle politiche pubbliche e revisione della spesa illustra i risultati di due progetti promossi a tale riguardo: “La valutazione delle politiche pubbliche e la spending review” e “Policy evaluation to improve the efficiency of public spending”. Nel rapporto si evidenzia come lo studio di realtà più avanzate e l’analisi comparativa delle esperienze europee e internazionali possa rivestire un ruolo fondamentale. (Leggi)

MEZZOGIORNO: CRESCITA E OCCUPAZIONE NON ARGINANO IL DISAGIO SOCIALE

Il Rapporto SVIMEZ 2023 ha evidenziato che, grazie al tasso di crescita del 10,7% nel biennio 2021-2022, l’economia del Mezzogiorno nel 2020 ha più che pienamente recuperato la forte contrazione del PIL reale dell’8,5% registrando una crescita superiore a quella del Nord-Ovest del 9,9%. La crescita ha interessato in modo uniforme tutti i territori del Mezzogiorno dove il contributo principale è stato dato dai servizi per 71,1 punti percentuali (p.p.) nel biennio, mentre l’industria ha contribuito solo di 10 p.p. Nel meridione l’industria è da tempo in difficoltà: tra il 2007 e il 2022 il valore aggiunto è diminuito quasi del 30%, contro il 5,2% del Centro-Nord, sebbene anche questa ripartizione stia perdendo terreno rispetto ai Pesi europei. Nello stesso periodo il valore aggiunto dell’industria nella UE27 è aumentato del 14% mentre in Germania del 16%.

L’impennata dell’inflazione nel 2022 ha avuto un impatto maggiore sulle famiglie del Mezzogiorno: l’incremento dei prezzi ha interessato i beni alimentari e l’energia che costituiscono i consumi preponderanti delle famiglie meno abbienti che sono concentrate in misura maggiore nelle Regioni meridionali. L’inflazione ha comportato una riduzione del reddito disponibile delle famiglie meridionali del 2,9%, un valore più che doppio di quello della contrazione del Centro Nord dell’1,2%. Il recupero dei redditi reali del 3% in entrambe le ripartizioni, dopo il rimbalzo dell’economia, ha ulteriormente acuito le diseguaglianze.

Questo fenomeno è stato amplificato in Italia dalla scarsa reattività dei salari all’incremento dei prezzi rispetto agli altri Paesi europei. Tra il 2021 e il 2023 i salari reali sono diminuiti in EU27 del 5,9%, in Italia del 10,4% e nel Mezzogiorno del 10,7%. L’occupazione nei primi due trimestri del 2023 è cresciuta in media del 2,4%, un valore superiore rispetto al 2% registrato a livello nazionale. Nonostante la dinamica dell’occupazione si sia rivelata maggiore nel Mezzogiorno rispetto alla pre-pandemia +3,1%, contro (+1,3%) nel Centro-Nord, il disagio sociale è aumentato. Nel 2022 la povertà assoluta è aumentata in Italia: nel Mezzogiorno l’incidenza è più elevata che nel resto del Paese con il 10,7% delle famiglie e il 12,7% degli individui che vivono sotto della soglia di povertà assoluta.

SVIMEZ – RAPPORTO 2023

MODELLI ESTERI PER LA REGOLAZIONE NEI PAESI EMERGENTI

Nei Paesi emergenti e in via di sviluppo l’innovazione medica, fondamentale per migliorare gli esiti sanitari e incrementare l’aspettativa di vita segna il passo. Rispetto ai Paesi sviluppati, pionieri dell’innovazione medica, i Paesi ritardatari si trovano in difficoltà nel migliorare il potenziale nell’innovazione medica. Il paper di R. Jia, X. Ma, J. Yang e Y. Zhang ha esaminato la riforma cinese della regolazione del mercato farmaceutico introdotta nel 2015. Prima della riforma il tempo necessario per approvare le varie vasi dello sviluppo di nuovo farmaci in Cina era molto elevato sia rispetto alle economie avanzate sia rispetto agli altri Paese emergenti. Nel 2016 in Cina il tempo di approvazione mediano di un nuovo farmaco era superiore a 1600 giorni contro i 500 giorni del Brasile o i 400 degli USA.

La China Food and Drug Administration (CFDA) ha dovuto far fronte a una grave carenza di personale competente e con competenze normative limitate che hanno provocato ritardi e arretrati nell’elaborazione delle domande di approvazione dei farmaci. La riforma introdotta nel 2015 è stata presa a modello dal e Prescription Drug User Fee Act e prevede il pagamento di un canone d’utenza da parte dei richiedenti. Gli introiti del canone hanno facilitato il reclutamento di personale qualificato e il potenziamento dei sistemi che si è tradotta in una riduzione significativa dei tempi di approvazione dei nuovi farmaci sperimentali (IND), la fase più critica nel processo di sviluppo di nuovi farmaci.

Secondo una prima analisi, dal 2011 al 2021 una riduzione di 227 giorni nel tempo di approvazione corrisponde a un incremento del 68% dei farmaci sperimentali (IND) tra il 2018 e il 2021. La metà dei nuovi farmaci è prodotta da aziende già esistenti e l’altra metà da nuove aziende. L’impatto della riforma sull’innovatività dell’industria è stato limitato sebbene abbia portato a cambiamenti nella composizione delle imprese, attirando nuove imprese innovative e stimolando l’innovatività complessiva dei farmaci. Dopo la registrazione di nuovi farmaci, il mercato ha apprezzato i titoli delle case farmaceutiche, riconoscendo l’innovazione. Secondo gli autori i Paesi ritardatari possono recuperare il potenziale innovativo imitando la regolazione dei Paesi di frontiera.

NBER – Improving Regulation for Innovation: Evidence from China’s Pharmaceutical Industry

https://www.nber.org/papers/w31976

POCHI PASSI IN AVANTI NELLA VALUTAZIONE DELLE POLITICHE PUBBLICHE

La RGS ha intrapreso un percorso di studio atto a favorire, nella Pubblica amministrazione, l’utilizzo della valutazione a supporto della programmazione e della revisione della spesa pubblica. A tale riguardo sono stati promossi due progetti i cui risultati sono stati illustrati in una pubblicazione della RGS. Il primo aspetto considerato è l’assetto istituzionale: in Italia, nonostante i diversi riferimenti normativi per le attività di valutazione, non esiste un quadro regolatorio sistematico che definisca il mandato e l’organizzazione delle attività valutative e chiarisca le funzioni e le responsabilità dei singoli attori coinvolti.

Nelle amministrazioni non è presente una struttura interna di coordinamento responsabile della valutazione delle politiche pubbliche, che di solito è svolta da strutture esterne, e della revisione della spesa nelle materie di competenza. Alcune amministrazioni centrali dispongono di un Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici che però si limitano al monitoraggio e alla gestione tecnica delle valutazioni. Le amministrazioni che effettuano la valutazione con strutture interne si avvalgono di agenzie e centri di ricerca in house che sono indipendenti rispetto alle amministrazioni cui fanno riferimento. È stata infine riscontrata una carenza di competenze specifiche sulla valutazione con una scarsa attenzione nei processi selettivi e di reclutamento di personale. Riguardo ai meccanismi di definizione e realizzazione delle attività valutative, si è riscontrato uno scarso allineamento tra attività valutative e ciclo decisionale.

Vi sono pochi esempi di valutazioni di interventi finanziati con fondi nazionali, soprattutto per quanto riguarda la valutazione ex-post. La destinazione di risorse specifiche all’attività di valutazione avviene solo nel contesto delle politiche di coesione. Nonostante la cultura degli open data sia piuttosto diffusa e condivisa, la loro qualità è ancora molto bassa. Riguardo, infine, alla comunicazione degli esiti e alla promozione dell’uso della valutazione, i risultati delle valutazioni raramente sono pubblicati sui portali istituzionali. L’utilizzo dei risultati delle valutazioni non è incluso nei processi decisionali a testimonianza della scarsa domanda di valutazione da parte dei policy maker.

RGS – Valutazione delle politiche pubbliche e revisione della spesa

https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/pubblicazioni/analisi_e_valutazione_della_spesa/Valutazione_delle_politiche_pubbliche_e_revisione_della_spesa/index.html