La rassegna della settimana: #1 MEF: presentata dal nuovo governo l’integrazione della Nadef 2022 in cui sono state aggiunte le previsioni programmatiche e aggiornate quelle a legislazione vigente. #2 Health Policy: l’invecchiamento della popolazione non comporta solo un incremento della spesa sanitaria ma, in alcuni casi, anche una diminuzione delle entrate. #3 Banca d’Italia: nella consueta pubblicazione sull’economia delle Regioni italiane si evidenzia l’impatto della crescita del biennio 2021-2022 a livello locale e le evoluzioni alla luce del mutato quadro congiunturale. #4 OECD: dopo la pandemia sono necessari investimenti per rinforzare i sistemi sanitari e per tutelare la salute di base degli individui. Gli investimenti ammontano all’1,4% del PIL #5 Agenas: presentato in collaborazione con il Dipartimento di architettura del Politecnico di Milano un “Metaprogetto” per la realizzazione degli Ospedali di comunità.


Il nuovo esecutivo ha presentato la versione aggiornata e integrata della Nadef 2022. L’edizione precedente era stata approvata dal Governo uscente e conteneva solo le previsioni macroeconomica e di finanza pubblica a legislazione vigente. Alla luce della crescita congiunturale, migliore del previsto, dell’andamento dei prezzi al consumo e della diminuzione di quello del gas, sono state presentate le nuove proiezioni sia a legislazione vigente sia programmatiche. Nel 2023 la crescita è prevista al 3,7%, in aumento di 0,4 p.p. rispetto alle precedenti stime. Il deficit è previsto al 5,1% del PIL nel 2022 e al 3,4% nel 2023. (Leggi)

Gli studiosi hanno analizzato gli effetti dell’invecchiamento sulla spesa sanitaria trascurando il lato delle entrate. In quei Paesi in cui il finanziamento dipende dal mercato del lavoro a fronte dell’invecchiamento della popolazione si avrà una diminuzione delle entrate. In uno studio, intitolato “Population ageing and health financing: A method for forecasting two sides of the same coin“, J. Cylus et al. hanno proposto un metodo per prevedere in che modo l’invecchiamento ininfluenza l’andamento della spesa sanitaria e delle entrate. Il policy mix dovrà tenere conto dei diversi aspetti per affrontare il gap finanziario. (Leggi)

La ripresa economica del 2021 ha interessato tutte le Regioni italiane ma secondo i dati della Banca d’Italia, è stata leggermente più marcata in quelle del Centro-Nord. Nel 2022 la crescita è proseguita nel primo semestre ma nel secondo si scorgono ovunque segnali di rallentamento. L’inflazione è in aumento in particolare nel Nord-Est e nel Mezzogiorno, le aspettative sui redditi e sui consumi delle famiglie sono in peggioramento e le imprese si attendono una riduzione delle vendite e un incremento dei costi di produzione dovuti ai prezzi dell’energia. I livelli delle sofferenze non sono aumentati ma i criteri per la concessione dei prestiti alle imprese stanno diventando più restrittivi. (Leggi)

La pandemia ha rappresentato uno spartiacque nei sistemi sanitari internazionali in quanto sono state evidenziate numerose debolezze. Tra gli addetti ai lavori è aumentata la consapevolezza della necessità di rinforzare i sistemi sanitari e renderli resilienti per proteggere la salute degli individui. In un contributo OCSE, intitolato “Investing in health systems to protect society and boost the economy“, si individuano le aree dove è necessario investire con priorità e vengono formulate delle stime sull’ordine di grandezza degli investimenti: in media 1,4% del PIL che si va aggiungere alla quota di 8,8% della spesa sanitaria. (Leggi)

Il PNRR nella Missione 6, Componente 1, Investimento 1.13 ha previsto la realizzazione di circa 400 Ospedali di comunità. Si tratta di un’unità di ricovero della rete dell’assistenza territoriale, intermedia tra domicilio e il ricovero ospedaliero. L’Agenas, in collaborazione con il Dipartimento di architettura del Politecnico di Milano, ha pubblicato un documento contenente indicazioni sulla realizzazione degli Ospedali di comunità partendo dalla normativa vigente, dei servizi necessari e sulle buone pratiche basate sull’evidenza. Si tratta di un “Metaprogetto” che fornisce standard uniformi per garantire interventi condivisi a livello nazionale. (Leggi)

L’AGGIORNAMENTO ALLA NADEF 2022

Il quadro congiunturale è cambiato rispetto alla stesura della precedente versione della NEDEF 2022 in quanto nel III trimestre il PIL in volume è cresciuto dello 0,5% grazie al quale la variazione acquisita per il 2022 è al 3,9%, +0,3 p.p. rispetto al dato di ottobre. Migliorano il saldi di finanza pubblica: l’indebitamento netto della Pubblica amministrazione nel secondo trimestre 2022 è stato del 3,1%, in diminuzione rispetto al 7,2% del corrispondente trimestre del 2021; il fabbisogno di cassa del settore statale nei primi 10 mesi dell’anno in corso è stato pari a 56,5 miliardi, in netto miglioramento rispetto ai 93,3 miliardi dello stesso periodo del 2021.

In ottobre l’indice armonizzato dei prezzi al consumo ha raggiunto il 12,8% a causa del forte incremento dei prezzi alla produzione dell’energia elettrica, +41,8% nel mese di settembre, mentre la componente di fondo, ossia l’inflazione al netto di energia ed alimentari freschi, è al 5,7%. Il nuovo esecutivo, in occasione della formulazione del quadro macroeconomico tendenziale programmatico, ha deciso di aggiornare anche quello a legislazione vigente. In quest’ultimo scenario, confermato anche in quello programmatico, nel 2022 il PIL in volume è previsto in aumento del 3,7% nella precedente NADEF era il 3,3% nel 2023 è prevista una crescita dello 0,3% leggermente inferiore del valore stimato in precedenza +0,6% (adottato invece nel quadro programmatico) e in controtendenza rispetto al consenso internazionale di -0,2% dell’ultimo WEO IMF.

L’indebitamento netto è invece confermato: -5,1% nel 2022 e -3,4% sul PIL nel 2023. Nel quadro programmatico ,l’indebitamento netto, per gli effetti della prossima manovra fiscale del Governo, nel 2022 arriverà a -5,6% sul PIL, un valore fissato nel DEF 2022 dello scorso aprile; mentre nel 2023 scenderà a -4,5%. L’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha rilevato scostamenti accettabili dalla mediana delle stime UPB e del Panel, sia per il quadro tendenziale sia per quello programmatico. In particolare l’attenzione si è focalizzata sul +0,6% del 2023, risultato ritenuto accettabile in quanto è uno scostamento incluso nell’intervallo delle previsioni UPB e del Panel. Sull’indebitamento netto programmatico, il governo si pone in continuità rispetto al DEF 2022, in particolare il -5,6% programmatico è dovuto alle misure contro il caro energia destinate alle famiglie e alle imprese. I margini di manovra, avverte l’UPB, sono minori rispetto agli anni precedenti per cui sarà necessario monitorare l’evoluzione del quadro macroeconomico e di finanza pubblica.

MEF – LA NADEF 2022 aggiornata dal nuovo Governo

https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/index.html#cont2

SISTEMI SANITARI: L’INVECCHIAMENTO RIDUCE ANCHE IL FINANZIAMENTO

L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno che sta interessando tutte le economie avanzate. A fronte di una popolazione sempre più anziana, è stato ipotizzato un incremento della spesa sanitaria di dimensioni tali da renderla fiscalmente insostenibile nel futuro. Per valutare la sostenibilità fiscale si è diffuso l’utilizzo dell’incidenza della spesa sanitaria sul PIL: la Commissione europea nel “The 2018 Ageing Report” ha stimato un incremento di 1,1 p.p. dal 2016 al 2060 dell’incidenza della spesa sanitaria, che passa dal 6,8% al 7,9% sul PIL. Secondo J. Cylus et al. questa misura è implicitamente legata alla sola riduzione della spesa nel garantire la sostenibilità fiscale, in quanto viene trascurato il lato delle entrate, un aspetto altrettanto importante.

L’invecchiamento della popolazione riduce il numero degli individui in età da lavoro (15-64 anni) a cui è associata una probabile contrazione delle entrate legate alle imposte sul reddito, alle tasse sui consumi e a quelle sugli immobili. Alcuni studi condotti si diversi Paesi, incluso Stati Uniti, Giappone e Nuova Zelanda hanno stimato una contrazione delle entrate legate alle imposte sui redditi ma non a quella sui consumi. Saranno più colpiti dalla riduzione delle entrate quei Paesi più dipendenti da questa tipologia di entrate. Ad esempio uno studio sull’Austria, ha stimato una riduzione dei contributi previdenziali e delle imposte sul reddito pro-capite, sebbene un incremento elevato dei salari reali e la tassazione delle pensioni potrà compensare la riduzione delle entrate.

Per valutare l’effetto dell’invecchiamento sia sulle entrate sia sulle uscite, viene proposta dagli autori una nuova metodologia denominata “Population Ageing financial Sustainability gap for Health systems (PASH). L’analisi è stata svolta considerando sei Paesi, dalle differenti condizioni demografiche, proiettando l’evoluzione delle entrate e delle uscite tra il 2020 e il 2100. Dal confronto di sue Paesi, il primo con il sistema sanitario finanziato dalle tasse e il secondo finanziato da un sistema assicurativo è risultato che nel 2100 nel primo Paese il gap di sostenibilità è di 28,6 p.p. dovuto all’incremento principalmente della spesa (98,3%) mentre nel secondo, è di 15,3 p.p. per il 58,2% dovuto alla diminuzione delle entrate.

Health Policy – Population ageing and health financing: A method for forecasting two sides of the same coin

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0168851022002731

DIVARI TERRITORIALI IMMUTATI

La pubblicazione fornisce uno sguardo d’insieme sulle dinamiche dell’economia a livello territoriale che saranno approfondite nei volumi dedicati a ciascuna Regione. Nel 2021 e nel 2022 si è assistito al recupero dalla grande contrazione sistemica dell’attività economica avvenuta in modo quasi uniforme sul territorio nazionale durante i mesi del lockdown. Nel 2021 la ripresa è stata parziale e ineguale: se al Nord-Ovest il differenziale con il 2019 era di 2,3 p.p. al Centro di 3,4 p.p. e nel Mezzogiorno di 3,2 p.p. Nel 2022 la crescita è proseguita in tutte le ripartizioni e il gap è con il 2019 è stato colmato anche se non è ancora disponibile il dettaglio a livello territoriale.

L’inflazione (Nic) nel corso del 2022 ha subito un’impennata passando da 3,9% di dicembre 2021 all’8,8% di settembre 2022. In questo periodo si è acuita l’eterogeneità nell’andamento dei prezzi tra le macroaree: l’indice dei prezzi Nic a settembre 2022 è aumentato del 9,4% al Nord-Est e del 10,2% nelle Isole mentre l’andamento nelle altre ripartizioni è in linea con quello nazionale di 8,9%; nel Nord-Ovest si è avuto l’incremento meno marcato di 8,2%. Queste differenze dipendono dall’andamento dell’inflazione e dal peso delle componenti dell’indice. Nel mese di settembre il contributo maggiore alla crescita dei prezzi è stato dato dalle divisioni di spesa che includono i beni energetici e degli alimentari.

Nelle Isole il contributo all’inflazione di queste tipologie di beni è stata superiore rispetto al resto dell’Italia. Si tratta di una spesa incomprimibile che pesa di più dove i redditi sono inferiori, nel Mezzogiorno ma soprattutto nelle Isole. Nel Nord-Est l’incremento è dovuto all’incremento dei prezzi dei servizi ricettivi e di ristorazione. Il reddito disponibile delle famiglie nel 2021 è aumentato grazie al miglioramento del mercato del lavoro, proseguito anche nel 2022, e ai trasferimenti. Nel settore bancario, i prestiti ai settori non finanziari sono aumentati soprattuto al Centro-Nord. Nonostante la ripresa sostenuta e diffusa, nel biennio 2021-2022 gli indicatori mostrano risultati migliori nel Centro-Nord e i divari territoriali non si sono riditti rispetto al 2019.

Banca d’Italia – L’economia delle regioni italiane – Dinamiche recenti e aspetti strutturali

https://www.bancaditalia.it/media/notizia/l-economia-delle-regioni-italiane-dinamiche-recenti-e-aspetti-strutturali-novembre-2022/

IL COSTO DEGLI INVESTIMENTI NEI SISTEMI SANITARI

La pandemia ha posto le basi per il rilancio dei sistemi sanitari internazionali. Secondo l’OCSE è necessario un programma di investimenti in sanità dagli indubbi benefici sia in termini di maggiore resilienza sia in termini di salute degli individui. Un sistema sanitario rinforzato potrà affrontare meglio le pandemie future senza dover più ricorrere a lockdown. Tre sono le aree di intervento su cui concentrare gli investimenti: protezione della salute della popolazione (Pilastro 1), rinforzare le fondamenta dei sistemi sanitari (Pilastro 2) e sostegno al personale sanitario impegnato in prima linea (Pilastro 3).

Secondo le elaborazioni OCSE su propri dati, il costo complessivo degli investimenti dovrebbe aggirarsi in media intorno all’1,4% del PIL – di cui lo 0,13% in spesa in conto capitale – con valori compresi tra lo 0,6% e il 2,5% a seconda di quanto ciascun Paese sta già investendo in queste aree. Il valore, di ammontare equivalente alla spesa farmaceutica, si va ad aggiungere alla spesa sanitaria, valore al 2019 di 8,8% sul PIL, per un totale di 10,1%. Nel biennio 2020-2021 nei Paesi OCSE vi è stato un balzo in avanti della spesa sanitaria sul PIL rispetto al 2019: secondo il rapporto questo salto potrebbe essere un buon punto di partenza verso un incremento strutturale. Purtroppo l’incremento della spesa sul PIL in questo periodo è dovuto alla forte contrazione del prodotto e a maggiori finanziamenti rivolti solo a fronteggiare l’emergenza sanitaria, in assenza di investimenti a lungo termine per rinforzare la resilienza.

Il sostegno al personale sanitario impegnato in prima linea dovrebbe assorbire la metà delle risorse, pari allo 0,7% del PIL e un ulteriore 0,3% dovrebbe essere desinato alla prevenzione (Pilastro 1). La somma dei due interventi si avvicina alle indicazione dell’OMS che ha chiesto ai Paesi di destinare risorse aggiuntive, pari all’1% del PIL, per l’assistenza sanitaria di base. Il Pilastro 2 richiede investimenti fondamentali nelle apparecchiature di base e un miglior utilizzo delle informazioni sanitarie con un costo medio stimato dello 0,4% del PIL. Da precedenti lavori OCSE è emerso l’enorme potenziale derivante dall’efficientamento della spesa sanitaria. Un programma di investimenti comminato a misure di contenimento delle spese inutili potrebbe moderare gli aumenti della spesa nel medio e nel lungo termine.

OECD – Investing in health systems to protect society and boost the economy

https://www.oecd-ilibrary.org/social-issues-migration-health/investing-in-health-systems-to-protect-society-and-boost-the-economy-priority-investments-and-order-of-magnitude-cost-estimates-abridged-version_94ba313a-en

STANDARD COSTRUTTIVI PER GLI OSPEDALI DI COMUNITÀ

La Missione 6 investimento 3 del PNRR, con una dotazione di un miliardo di euro, porterà alla costruzione di 381 Ospedali di comunità entro la prima metà del 2026. Il DM 77 “Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale” ha definito le caratteristiche organizzative e gestionali del Distretto a cui fa riferimento l’Ospedale di comunità. Il Decreto prevede un Distretto ogni 100mila abitanti, a seconda della densità abitativa e l’orografia del territorio. L’Ospedale di comunità è una struttura intermedia tra territorio e assistenza ospedaliera con 20 posti letto per 100mila abitanti, espandibili a 40, con l’obiettivo di ridurre l’inapropriatezza dei ricoveri e supportando la dimissione dalle strutture di ricovero, trattando anche pazienti dalle patologie complesse.

Il Decreto ha anche previsto la dotazione organica con la presenza di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici dei servizi, infermieri, specialisti, farmacisti, psicologi e assistenti sociali, con i relativi spazi da destinare. Secondo il documento congiunto Agenas/Politecnico di Milano, la progettualità degli spazi dedicati agli Ospedali di comunità dovrà raggiungere alcuni Obiettivi raggruppati in tre macro-aree: Obiettivi Sociali e Urbani, Obiettivi Ambientali e Climatici e Obiettivi architettonico-funzionali, secondo quanto previsto dall’Agenda 2030 dello sviluppo sostenibile, dagli obiettivi del Sustainable Development Goals (SDGs), del Green New Deal europeo e la la Urban Health Rome Declaration.

Nella prima macro-area ricadono l’Urban health – ossia l’attenzione alla qualità dell’aria, acqua e servizi igienico sanitari nonché attenzione alla mobilità, sicurezza e alle emergenze – la Rigenerazione urbana e la Connessione e prossimità dei servizi, il Design for all e l’inclusione sociale. Nella seconda macro-area particolare attenzione è concentrata sull’Efficientamento energetico, aspetto piuttosto trascurato negli ospedali di nuova generazione, Confort e salubrità degli ambienti, Limitazione degli impatti antropici e Resilienza ai cambiamenti climatici. Nella terza macro-area gli obiettivi sono legati all’Appropriatezza funzionale e architettonica degli spazi, alla sicurezza, alla flessibilità e agli aspetti tecnologico digitali.

Agenas – Documento di indirizzo per il metaprogetto dell’Ospedale di Comunità

https://www.agenas.gov.it/comunicazione/primo-piano/2160-documento-di-indirizzo-per-il-metaprogetto-dell-ospedale-di-comunit%C3%A0