La rassegna della settimana: #1 Agenas: pubblicate le statistiche sulla mobilità sanitaria interregionale, le liste d’attesa e le prestazioni specialistiche erogate, al fine di un corretto monitoraggio nel post pandemia. #2 Istat: PIL reale +0,5% nel III trimestre 20022 grazie alla ripresa in corso nel settore dei servizi. Negativo il contributo dell’industria. #3 Cepr: la ricerca pubblica porta benefici all’attività imprenditoriale privata. Uno studio francese evidenzia i canali di trasmissione degli spillover. #4 Eurostat: il mercato energetico è in sofferenza con prezzi dell’energia elettrica e del gas in marcato aumento in quasi tutti i Paesi. #5 Institut Delors: l’UE ha nel tempo introdotto riforme che hanno trasformato in profondità il mercato dell’energia elettrica in Europa. In attesa di un’ulteriore riforma, servono misure per ridurre la domanda e calmierare i prezzi.


L’Agenas mette a disposizione a cittadini e agli addetti ai lavori un portale statistico dove sono riportati per Regioni e PA i dati del monitoraggio della mobilità sanitaria interregionale, l’andamento delle liste di attesa per alcuni interventi selezionati e il numero di visite specialistiche ambulatoriali erogate. Il progetto è stato implementato anche al fine di verificare in che misura il recupero delle prestazioni rispetto al livello del 2019, anno precedente alla pandemia. Nel post pandemia si è riscontrato un graduale recupero sebbene in alcune aree si è ancora lontani dal numero di prestazioni erogate nel 2019. (Leggi)

Il PIL reale nel terzo trimestre 2022 continua a crescere nonostante gli osservatori più accreditati davano con elevata probabilità una variazione nulla: +0,5% congiunturale e +2,6% tendenziale. La crescita è stata trainata dai servizi mentre l’industria e l’agricoltura hanno segnato il passo. I consumi interni hanno contribuito positivamente mentre la componente estera ha dato un apporto negativo. Nel caso di crescita nel IV trimestre pari a zero il 2022 chiuderà con +3,9%. Le stime sono da considerarsi provvisorie e soggette a revisione con un occhio particolare alle scorte, data la performance negativa dell’industria. (Leggi)

Il meccanismo di diffusione della conoscenza tra i laboratori di ricerca pubblici e le imprese private è una questione ampiamente dibattuta perché sono poco chiari i canali di diffusione. Da uno studio condotto sul LabEx un progetto di eccellenza di finanziamento della ricerca pubblica condotto in Francia dal 2010 al 2011, pubblicato su Cepr, è stato possibile individuare tre canali di trasmissione: contrattuale, mobilità e informale. Il canale contrattuale presenta le maggiori ricadute positive. Lo studio è anche un’occasione di confronto tra gli stimoli alla ricerca indiretti e quelli diretti. (Leggi)

Il prezzo medio dell’energia elettrica per le famiglie nella EU nel primo semestre del 2022 è aumentato del 15% passando da 22 euro a 25,3 euro per 100 Kwh. Il prezzo del gas ha subito un incremento ancora più marcato passando da 6,3 euro per 100 Kwh a 8,5 euro (+34%). Una pubblicazione Eurostat “Electricity and gas prices in the first half of 2022” analizza l’andamento dei prezzi del gas e dell’energia elettrica all’ingrosso e al dettaglio negli Stati membri UE e fa il punto sulle misure di supporto che i Governi hanno adottato in favore di famiglie e imprese quali la riduzione delle tasse e dei tributi. (Leggi)

I recenti forti rincari dei prezzi dell’energia ha portato sotto i riflettori il funzionamento del mercato elettrico. Un’infografica dell’Institut Jaques Delors curata da Phuc-Vinh Nguyen ha analizzato il processo di formazione del prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica e illustra in che modo si è sviluppato il mercato europeo dell’energia. In passato l’energia era gestita da monopoli nazionali pubblici, con l’avvento dell’Unione europea sono state lanciate alcune politiche volte a sviluppare gli scambi energetici sulla base di prezzi trasparenti e a liberalizzare il mercato. (Leggi)

IL GOVERNO DELLA SANITÀ NEL POST COVID

La mobilità sanitaria interregionale in Italia è monitorata dai decisori politici per le ricadute economiche sulle Regioni ed è considerata un indicatore dell’effettiva capacità dei sistemi sanitari regionali di erogare prestazioni adeguate a tutti i cittadini. Allo stesso modo le liste di attesa o i tempi di attesa – sono due concetti differenti perché il primo riguarda il numero di persone in attesa e il secondo il tempo di attesa per l’erogazione di una prestazione – indicano il grado di tempestività con cui i cittadini hanno accesso alle cure. Secondo quanto previsto dalla legge di bilancio per il 2021, che ha recepito quanto stabilito nel Patto per la salute 2019-2021, l’Agenas ha sviluppato una nuova metodologia di analisi della mobilità sanitaria, al fine di elaborare valutazioni omogenee su tutto il territorio nazionale.

La mobilità viene suddivisa in mobilità apparente che comprende le prestazioni casuali e quelle erogate a domiciliati in una Regione diversa da quella di residenza; la mobilità accettabile dovuta a prossimità o a prestazioni di elevata complessità e la mobilità evitabile, le cui prestazioni sono caratterizzate da inappropriatezza, prossimità non accettabile e prestazioni di media e bassa complessità. Dalle prime elaborazioni, pubblicate su un portale statistico, si evidenzia che il trend della mobilità è in ripresa rispetto al 2019, per un valore pari a 2,46 miliardi di euro nel 2021 (35,7 euro procapite). Di questa mobilità 523,9 milioni, pari al 21% del totale, è costituita dalla mobilità apparente, 1,12 miliardi pari al 45,6% del totale è costituita invece dalla mobilità evitabile.

Il recupero delle liste di attesa è stata una delle priorità del post pandemia. Dalle elaborazioni Agenas sui dati del Piano nazionale governo liste di attesa, PNGLA 2019-2021 e dei Piani di recupero stilati dalle Regioni secondo quanto stabilito dalla legge di bilancio per il 2022 emerge che 10 Regioni su 21 hanno peggiorato il rispetto dei tempi di attesa per gli interventi chirurgici per tumori maligni tra il 2019 e il 2021. Nel portale sono disponibili anche i dati dei privati accreditati. Dal confronto con la sanità pubblica emerge che i tempi di attesa nelle strutture private accreditate sono più brevi sebbene quasi in nessun caso si raggiunga il 100%.

Agenas – Mobilità sanitaria e liste di attesa

https://www.agenas.gov.it/comunicazione/primo-piano/2154-convegno-agenas-mobilit%C3%A0-sanitaria-e-liste-di-attesa

STIMA PRELIMINARE DEL PIL IN ITALIA E IN EUROPA

Il comunicato Istat sulla stima preliminare del PIL nel III trimestre 2022 vede una crescita del PIL reale, a prezzi concatenati con base 2015, corretto per i mesi di calendario e destagionalizzato, dello 0,5% in termini congiunturali e del 2,6% in termini tendenziali. In attesa delle stime definitive, il valore atteso congiunturale era nullo e quello tendenziale del 2,0%. Secondo alcuni osservatori la crescita potrebbe dipendere, vista la frenata dell’industria, dall’incremento delle scorte, un’eventualità che confermerebbe le difficoltà dell’attuale fase congiunturale. La crescita è stata guidata dal settore dei servizi e dalla domanda interna mentre hanno avuto un contributo negativo la domanda estera e l’agricoltura e l’industria.

La crescita acquisita per il 2022 è il 3,9% contro le previsioni di 3,2% dell’IMF nel World economic outlook di ottobre. La crescita inattesa ha interessato anche altri Paesi dell’Area dell’euro dove in media la crescita congiunturale è stata dello 0,2% e quella tendenziale del 2,1%. Tra le principali economie, la Francia ha registrato un +0,2% congiunturale, in linea con le previsioni, e +1,0 tendenziale, la Germania un +0,3 congiunturale, contro le previsioni di una contrazione pari a -0,2%, e +1,1% tendenziale, la Spagna +0,2% congiunturale e 3,8% tendenziale. I dati confermano la frenata dell’economia: nell’Area dell’euro il +0,2% del III trimestre segue al +0,8% del II trimestre; allo stesso modo per Italia, Francia e Spagna la cui crescita del II trimestre era superiore rispettivamente 0,5% Francia, 1,1% Italia e 1,5% per Spagna.

Desta preoccupazione l’andamento dell’indice dei prezzi al consumo: nell’Area dell’euro a ottobre l’indice armonizzato è al 10,7% contro 9,9 del mese di settembre. L’incremento è dipeso per il 41,9% dall’energia e per il 12% dal cibo, alcolici e tabacco. In Italia il tasso d’inflazione mensile per ottobre è stato del 12,8% corrispondente ad un tasso mensile del 4%; in Francia, Paese con un’inflazione tra le più basse in Europa, +7,1% corrispondente ad un tasso mensile del 1,3%; Germania 11,6% corrispondente ad un tasso mensile dell’1,1%. Si conferma la vulnerabilità ai prezzi dell’energia dei paesi baltici che hanno un tasso di inflazione superiore al 20%: Lituania +22%, Estonia +22,4% e Lettonia +21,8%.

Istat – Stima preliminare del PIL III trimestre 2022

https://www.istat.it/it/archivio/276776

QUALI BENEFICI DALLA RICERCA PUBBLICA

La spesa in Ricerca & Sviluppo ha raggiunto nel 2020 il 2,63% in rapporto al PIL a livello globale. Di questi investimenti ne beneficia l’industria privata e l’intera economia. Se i benefici degli spillover di conoscenza all’interno dell’accademia sono noti, poco si conosce dell’impatto degli spillover di conoscenza tra istituzioni pubbliche e imprese private se non nel settore farmaceutico oppure nel caso dell’impatto dell’università sull’occupazione locale. Per colmare questa lacuna è stato condotto uno studio su un programma di investimenti di eccellenza in Francia tra il 2010 e il 2011, il programma Laboratoire d’Excellence (LabEx).

Il programma ha investito 1,5 miliardi di euro tra 170 cluster composti da accademici di università pubbliche, denominati LabEx, non necessariamente tutti della stessa università, che lavorano su un progetto comune. Per misurare la vicinanza tra laboratori pubblici e imprese private gli autori propongono una nuova metodologia: la distanza tra la scienza utilizzata dalle imprese private, ossia i documenti citati nei brevetti e la scienza prodotta dai gruppi di ricerca. L’idea alla base della metodologia è che le imprese vicine ai gruppi di ricerca finanziati saranno in qualche modo influenzate da questa nuova produzione scientifica. Gli effetti degli programma sono evidenti: nell’accoppiata imprese industriali e località a maggior contatto con i finanziamenti, l’occupazione in R&S è aumentata in modo significativo dall’inizio del programma mentre prima non vi erano differenze sostanziali.

Dal punto di vista del decisore politico è importante conoscere se ci sono ricadute positive dai laboratori pubblici a quelli provati e in che modo avvengono. Gli autori individuano tre canali: il canale contrattuale, ossia contratti di ricerca con imprese private oppure accordi su dottorati di ricerca; il canale della mobilità, ossia ricercatori che dal pubblico si spostano nel privato e il canale informale, legato all’attività di disseminazione dei risultati della ricerca. Dai rapporti redatti dai cluster finanziati, emerge che sono in gioco tutti i canali con la predominanza di quello contrattuale: nelle imprese vicino ai cluster finanziati aumenta la probabilità di esternalizzare la ricerca in laboratori pubblici e avviano in numero maggiore supervisioni di dottorato.

Cepr – Knowledge flows from public labs to private firms

https://cepr.org/voxeu/columns/knowledge-flows-public-labs-private-firms

IL PESO DEI PREZZI DELL’ENERGIA NELLA EU

L’incremento dei prezzi dell’energia elettrica e del gas è una spina nel fianco per le famiglie di quasi tutti i Paesi dell’Unione europea: nei primi sei mesi del 2022 il prezzo dell’energia elettrica è passato da 22 a 25,3 euro per 100 KwH con un incremento del 15%. Ancora più elevato l’aumento del prezzo del gas che è passato da 6,4 a 8,5 euro per 100 Kwh corrispondente a un incremento del 34%. Anche i prezzi all’ingrosso di gas ed energia elettrica sono aumentati a causa principalmente dell’invasione russa dell’Ucraina. I Governi hanno risposto con indennità e sussidi per alleviare le famiglie, riducendo il peso delle tasse e dei prelievi passato dal 39% della prima metà del 2021 al 24% nello stesso periodo del 2022, corrispondente a -15,5% nel settore dell’energia elettrica e dal 37% al 26% corrispondente a -8.6% nel settore del gas.

Il prezzo dell’energia elettrica è aumentato in tutti gli Stati membri fuorché in cinque: Paesi Bassi, Polonia, Portogallo Slovenia e Ungheria. In particolare nei Paesi bassi vi è stata una riduzione del 53%, sebbene nonostante ciò il tasso di inflazione in ottobre sia stato piuttosto elevato (16,8%). I Paesi dove si è registrato l’incremento maggiore sono la Repubblica Ceca, Lettonia e Danimarca rispettivamente +62%, +59% e +57%. Italia, Grecia e Spagna fanno parte di un gruppo di Paesi dove ci sono stati rincari intermedi, rispettivamente +37,9, +37,2 e +32,2. In Francia, Germania e Austria l’incremento è stato a una cifra, rispettivamente +7,2%, +2,7% e +1,5%.

Rispetto al primo semestre del 2021 il prezzo del gas è aumentato in tutti i Paesi, fuorché in Ungheria, dove il prezzo è regolato e vi è stata una lieve diminuzione dello 0,5%. I Paesi dove l’aumento è stato più elevato sono Estonia, Lituania, Bulgaria e Grecia, rispettivamente +154%, +110%, +108% e 97,8%. In Italia i prezzi sono aumentati del 40,3%, nei Paesi Bassi del 34,5%, in Francia del 23%, in Spagna del 29,8% e in Germania del 24,6%. Espressi in euro i prezzi medi del gas per uso domestico nella prima metà del 2022 erano i più bassi in Ungheria, 2,9 euro per 100 kWh, Croazia 4,1 euro e Lettonia 4,6 euro e i più alti in Svezia 22,2 euro, Danimarca 16,0 euro e Paesi Bassi 12,9 euro.

Eurostat – Electricity and gas prices in the first half of 2022

https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/-/ddn-20221031-1

UNO SGUARDO SUL MERCATO ELETTRICO IN EUROPA

Il mercato elettrico europeo ha subito una profonda trasformazione dovuta all’azione dell’Unione europea. Nel 1996 è stata emanata la direttiva 96/92/CE concernente norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica, volta alla liberalizzazione della domanda di energia elettrica e all’incentivazione della concorrenza sia a monte che a valle del settore. Con la direttiva 2003/54/CE è stata data la libertà di scelta, a partire dal 2004, di un fornitore di energia elettrica ai professionisti estesa poi nel 2007 ai cittadini privati. In più è stata separata giuridicamente la produzione, trasmissione, e l’attività di distribuzione e fornitura.

Con la direttiva 2009/72/CE si sono agevolati gli scambi elettrici transfrontalieri ed è stata creata l’Agenzia per la Cooperazione dei Regolatori dell’Energia (ACER), con il compito di assicurare il corretto funzionamento del mercato energetico europeo. La direttiva 2019/944/UE ha favorito la partecipazione attiva dei consumatori alla produzione sostenibile di elettricità e ha introdotto metodologie comuni di valutazione e gestione dei rischi in relazione alla sicurezza degli approvvigionamenti. Nel mercato elettrico non è possibile stoccare una grande quantità di energia per cui ò necessario trovare un equilibrio tra domanda e offerta per evitare blackout. I diversi mercati all’ingrosso dell’energia elettrica adempiono a questa funzione facilitando gli scambi di energia tra Paesi e favorendo la convergenza dei prezzi.

Lo scambio di energia tra produttori e fornitori può avvenire sia a pronti sia a termine, sia con largo anticipo. Diversamente dal mercato all’ingrosso il mercato al dettaglio riguarda la fornitura a clienti finali (famiglie e imprese). I prezzi del mercato all’ingrosso in Europa sono aumentati del 181% in un anno ma l’aumento non influenza il prezzo al dettaglio nella sua interezza perché il prezzo al dettaglio dell’energia dipende solo in parte dai prezzi all’ingrosso. Nell’attesa di un’ulteriore riforma del settore, è possibile ottenere una riduzione del 10% del prezzo dell’energia tramite l’adozione da parte di ciascun Paese di misure di sobrietà; negoziare un price cap con i fornitori di gas naturale (Algeria e Norvegia); intensificare l’adozione delle rinnovabili e migliorare l’efficienza energetica degli edifici residenziali.

Institut Delors – Overview of the European electricity market

https://institutdelors.eu/en/publications/lumiere-sur-le-marche-europeen-de-lelectricite/