La rassegna della settimana: #1 INPS: il Rapporto Annuale descrive un Paese dove aumentano le disuguaglianze tra i pensionati e dove la generazione X (nati tra il 1965 e il 1980) percepirà pensioni insufficienti. #2 Agenas: il PNRR nella missione salute ha previsto l’impiego della telemedicina e dell’intelligenza artificiale a supporto dell’assistenza territoriale. #3 CAMA: è sempre più probabile uno scenario macroeconomico caratterizzato dal stagflazione, ossia bassa crescita ed inflazione elevata come è già accaduto negli anni ’70. #4 EC: la Commissione europea ha formulato alcune raccomandazioni sulla giustizia per l’Italia che vanno oltre la riforme orizzontale già prevista. #5 QS: le Linee guida di attuazione del nuovo fascicolo sanitario elettronico sono state emanate al fine di assicurare l’esecuzione coerente con l’indirizzo politico, per garantire le tempistiche e le esigenze dei territori.


Dopo la prima fase della pandemia l’evoluzione del mercato del lavoro è stata favorevole ma il tessuto sociale continua a risentire dei colpi inferti dalla crisi mentre le prospettive di crescita sono divenite incerte a causa l’attuale congiuntura. Il XXI Rapporto annuale dell’INPS, ha approfondito i temi dell’occupazione, dei trattamenti pensionistici, delle disuguaglianze crescenti tra pensionati e del futuro previdenziale di alcune generazioni chiave. I lavoratori di oggi a causa degli stipendi bassi e della crescente precarietà e povertà lavorativa percepiranno in futuro pensioni basse. (Leggi)

La telemedicina e l’intelligenza artificiale occupano un ruolo preminente nell’implementazione delle attività previste per la Missione Salute del PNRR a supporto del potenziamento dell’assistenza territoriale. Il numero 47 di Monitor, il periodico dell’Agenas, ha approfondito le tematiche sull’utilizzo di queste forme innovative di prestazioni e servizi sopratutto in riferimento delle malattie non trasmissibili: oncologia, malattie circolatorie e neurodegenerative, respiratorie e diabete. L’approfondimento riguarda anche gli impatti organizzativi legati all’adozione di questi nuovi strumenti. (Leggi)

I rischi di una stagflazione globale nel corso del 2022 sono in aumento. Un CAMA working paper di J. HA, M.A. Kose e F. Ohnsorge intitolato “Global Stagflation“, ha analizzato l’andamento dell’inflazione a partire dalla metà del 2020, periodo in cui l’inflazione era ancora considerata temporanea. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina i prezzi degli energetici e delle materie prime sono in ulteriore aumento. In alcuni Paesi la politica monetaria adottata per fronteggiare l’incremento dei prezzi sta diventando sempre più restrittiva. A queste condizioni è sempre più probabile uno scenario di stagflazione come negli anni ’70. (Leggi)

Il sistema della Giustizia civile e penale italiana è in attesa di una riforma da lungo tempo. Il PNRR  ha previsto, tra le riforme orizzontali, anche quella della giustizia con l’obiettivo di accorciare i tempi dei processi giudiziari e di implementare la digitalizzazione dei procedimenti. Gli obiettivi sono: velocizzare lo svolgimento dei processi, intensificare la lotta alla corruzione, modificare la disciplina dell’insolvenza, riformare la giustizia tributaria e i processi civili e penali. La Commissione europea nel capitolo del “2022 Rule of Law Report” dedicato all’Italia, ha formulato ulteriori raccomandazioni. (Leggi)

L’erogazione dei 1,38 miliardi di euro per realizzare l’investimento 1.3.1 della Missione 6 Componente 2 del PNRR (potenziamento del FSE) è subordinata al raggiungimento di due obiettivi: l’85% dei Medici di Medicina Generale che alimentano il FSE e l’adozione o l’utilizzo del FSE da parte di tutte le Regioni e le Provincie autonome. Per favorire il raggiungimento degli obiettivi sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale le Linee guida di attuazione del nuovo fascicolo sanitario elettronico elaborate dal Gruppo di lavoro sul FSE istituito presso il Comitato interministeriale sulla transizione digitale. (Leggi)

IN AUMENTO LE DISUGUAGLIANZE SALARIALI E PENSIONISTICHE

Nonostante il recupero del PIL e il mercato del lavoro in miglioramento, la crisi economica del 2020 ha lasciato degli strascichi nel tessuto sociale del Paese. Gli andamenti positivi del mercato del lavoro hanno trovato riscontro nei conti dell’INPS che ha visto aumentare dell’11,5% le entrate contributive di importo pari a 236,9 miliardi di euro. Dal lato della distribuzione retribuzioni si assiste a un incremento della polarizzazione: il 10% dei dipendenti a tempo pieno e pienamente occupati percepisce meno di 1.495 euro, il 50% meno di 2058 euro e solo il 10% percepisce più di 3.399 euro. Il dato più rilevante, anche se metodologicamente dubbio, è che il 23% degli occupati, part-time inclusi, percepisce meno di 780 euro al mese.

Povertà lavorativa e instabilità lavorativa sono due fenomeni rilevanti nel nostro Paese: nel 2019 secondo i dati Eurostat l’11,8% dei lavoratori era povero contro una media del 9,2% a livello europeo; la percentuale dei lavoratori sotto la soglia di 9 euro all’ora è il 28%. Il 46% delle donne lavora in part-time, il dato più alto in Europa mentre tra gli uomini è il 18% con una gran parte del part-time considerato involontario. Il lavoro a tempo determinato ha raggiunto il 22,2% pari a 4,2 milioni di lavoratori, al netto di agricoli e domestici. Dal lato pensionistico, chi è povero nel lavoro oggi avrà delle pensioni povere in futuro: le generazioni nate tra il 1965 e il 1980, alle quali si applica solo il sistema contributivo, nell’ipotesi di un salario di 9 euro all’ora lungo tutta la vita lavorativa, percepiranno una pensione di 750 euro.

Nel 2020 il 40% de 16 milioni di pensionati ha percepito una assegno pensionistico inferiore a 12mila euro annuo, il 10% percepisce fino a 10mila euro annui. Nella povertà pensionistica le donne sono le più penalizzate perché hanno lavorato meno a lungo, con una paga oraria inferiore a quella degli uomini: il 52% dei pensionati è donna ma percepisce il 44% dei redditi pensionistici. Le future pensioni si confronteranno anche con la necessità di tenere sotto controllo la sostenibilità del sistema pensionistico. I nati nel periodo del boom si stanno avvicinando alla pensione mentre a causa della denatalità la base contributiva si sta restringendo.

INPS – XXI RAPPORTO ANNUALE

https://www.inps.it/dati-ricerche-e-bilanci/rapporti-annuali/xxi-rapporto-annuale

UN NUOVO RUOLO DELL’AGENAS

All’inizio del 2022 l’Agenas ha assunto anche il ruolo di Agenzia nazionale per la sanità digitale con decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4. L’ampliamento dei compiti su argomenti centrali nell’implementazione della Mission 6 del PNRR, ha indotto l’Agenzia a pubblicare nell’ultimo numero della rivista Monitor un approfondimento sui temi della Telemedicina, affrontato nella prima parte, e dell’Intelligenza artificiale in sanità, affrontato nella seconda parte. La telemedicina ha avuto un impulso implementativo in risposta dell’epidemia Covid-19, sebbene già da qualche tempo, a causa del rapido invecchiamento della popolazione e dell’incremento della prevalenza delle malattie croniche era emersa l’esigenza di potenziare il servizio.

Un primo passo era stato mosso dal Piano Nazionale delle Cronicità del 2016, in seguito sono state approvate dalla conferenza Stato-Regioni nel dicembre 2020 le Indicazioni nazionale per l’erogazione delle prestazioni in telemedicina e di seguito le Linee guida nazionali del Ministero della salute. Nel PNRR la telemedicina assume un ruolo centrale nel ridisegnare l’assistenza territoriale: la Componente 1 della Mission 6 sub investimento 1.2.3 sulla Telemedicina nell’assistenza dei pazienti con cronicità ha come obiettivo lo sviluppo dell’assistenza sanitaria territoriale attraverso la promozione di servizi di telemedicina e l’integrazione con i servizi sanitari regionali.

L’intelligenza artificiale, in particolare il machine learning e il deep learning, stanno trovando sempre più campi di applicazione nelle cure primarie. Tra i principali si evidenziano la predizione del rischio di insorgenza di malattie acute e croniche, l’identificazione dei gap di salute e il supporto alla decisione diagnostica e terapeutica. Il ruolo dell’Agenas in questo campo sarà quello di implementare i servizi messi a disposizione dalle nuove tecnologie e di avviare dei percorsi di formazione per medici pazienti e tutta la popolazione in generale. La governance dell’investimento, infine, prevede un Comitato guida interministeriale, quale organo decisionale e di definizione degli indirizzi, l’Agenas come soggetto attuatore e una unità di missione quale Nucleo tecnico.

Agenas – Telemedicina e Intelligenza artificiale a supporto dell’assistenza territoriale

https://www.agenas.gov.it/comunicazione/primo-piano/2109-nuovo-monitor-47-telemedicina-e-intelligenza-artificiale-a-supporto-dell%E2%80%99assistenza-territoriale

COME NEGLI ANNI ’70

La recente impennata dei prezzi a livello globale dopo un lungo periodo di bassa inflazione, ha suggerito agli studiosi diverse analogie con quanto accaduto agli inizi degli anni ’70 a causa dello shock petrolifero. Dal 1960 al 1970 l’inflazione è cresciuta stabilmente in un range compreso tra l’1,7% e il 4,4% ma nel 1973 è balzata imprivvisamente al 10,3% raggiungendo un massimo del 16,9% nel 1974. Gli interventi di politica monetaria riuscirono a riportare l’inflazione sotto controllo nel 1982 ma al prezzo di una recessione globale che ha colpito sopratutto i Paesi emergenti e le economie in via di sviluppo che hanno sperimentato per lungo tempo un periodo di bassa crescita, di inflazione elevata e di debito elevato.

Secondo gli autori c’è uno stretto legame tra la stagflazione degli anni ’70 e la crisi del debito che è esplosa negli anni ’80 e individuano alcune analogie con la situazione attuale in cui i Paesi a partire dal 2010 hanno attuato politiche fiscali espansive in risposta alle crisi finanziarie. Il dibattito sulla prospettiva di stagflazione vede gli studiosi su posizioni diverse: come già discusso nei mesi scorsi, secondo alcuni autori Verwey, Bardone e Orsini (2022) le differenze con la crisi petrolifera degli anni ’70 sarebbe sostanziale in quanto la Russia controlla una percentuale minore delle esportazioni di materie prime; altri autori come Blanchard (2022) e Summers (2022) hanno trovato analogie tra i due periodi per la presenza di tassi reali negativi e per il timore che si avvii una spirale di prezzi in aumento a causa degli incrementi salariali in risposta all’inflazione.

Secondo altri autori De Long (2022) vi sono delle differenze in quanto a partire dagli anni ’80 si sono affinate la qualità degli strumenti in mano ai banchieri centrali sul fronte della lotta all’inflazione. Nella situazione attuale le aspettative di inflazione nel medio termine sono in diminuzione nonostante l’inflazione sia elevata e la crescita globale sia in frenata le politiche monetarie si avviano a diventare restrittive e le politiche fiscali siano in ritirata. Il timore è legato alle aspettative che, se risulteranno slegate come negli anni ’70, richiederanno tassi di interesse più elevati di quanto sia atteso al momento.

CAMA – Global Stagflation

https://crawford.anu.edu.au/publication/cama-working-paper-series/20361/global-stagflation

I RITARDI DELLA GIUSTIZIA ITALIANA

Il sistema giudiziario italiano è afflitto da annosi problemi dovuti alla scarsa efficienza e alla cattiva qualità dei procedimenti. Nell’ambito del PNRR sono state adottate ampie riforme della giustizia civile e penale. Le riforme non procedono, tuttavia, alla stessa velocità sui vari fronti: la digitalizzazione del sistema civile sta procedendo rapidamente mentre vi sono ancora ritardi nei tribunali penali e nelle procure. Sono in corso di attuazione alcune misure destinate a dare supporto ai giudici per superare le gravi inefficienze del sistema giudiziario e per ridurre la durata dei procedimenti. Lo scorso 16 giugno il parlamento ha approvato una legge di riforma del sistema giudiziario che riguarda anche il Consiglio Superiore della Magistratura.

La legge di attuazione che sarà approvata entro un anno conterrà ulteriori disposizioni in linea con gli standard della normativa europea sulle materie dell’indipendenza della magistratura, dei presidenti dei tribunali e del coinvolgimento degli avvocati nella valutazione dei magistrati. Un altro fronte è l’approvazione nel corso del prossimo mese del Piano nazionale anticorruzione 2022-2024. Il numero dei procedimenti arretrati di casi di corruzione sono molto elevati e vanno monitorati per evitare che siano chiusi in appello. Per gli investigatori vi sono ancora sfide aperte in questo campo che risiedono nella possibilità di incrociare dati contenenti informazioni finanziarie grazie a maggiori investimenti in digitalizzazione e in strumenti di intelligenza artificiale.

Vi sono numerose proposte legislative riguardanti il rafforzamento della legislazione della corruzione, la protezione degli informatori, il conflitto di interesse e l’attività di lobbying. La Commissione europea raccomanda di affrontare le criticità ancora non pienamente risolte: continuare gli sforzi per migliorare ulteriormente il livello di digitalizzazione del sistema giudiziario, in particolare per i tribunali penali e le procure. Vanno intensificate le operazioni di polizia per contrastare la corruzione ad alto livello, adottare regole efficaci sul conflitto d’interessi e aumentare gli sforzi per istituire un’istituzione nazionale per i diritti umani secondo i principi delle Nazioni unite.

EC – 2022 Rule of Law Report Country Chapter on the rule of law situation in Italy

https://ec.europa.eu/info/publications/2022-rule-law-report-communication-and-country-chapters_en

FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO: STRUMENTO CENTRALE PER IL SSN

Il FSE è stato istituito dal decreto legge 179/2012 in un ottica di miglioramento delle cure. Come strumento digitale innovativo era nato con numerose finalità di prevenzione e diagnosi, di studio e ricerca in campo medico e di programmazione sanitaria, verifica della qualità delle cure e di valutazione dell’assistenza sanitaria. Un punto di partenza per la telediagnosi, la medicina personalizzata e la razionalizzazione dell’assistenza sanitaria. La legge di Bilancio 2017 aveva tentato di dare un’accelerata nell’implementazione del FSE con la realizzazione da parte del MEF di un’infrastruttura centralizzata che favorisse l’interoperabilità del FSE regionali tramite l’infrastruttura della tessera sanitaria elettronica.

Il decreto Rilancio, ha previsto l’attivazione del FSE senza il consenso del cittadino facilitando il suo utilizzo. Nonostante questi tentativi lo stato di attuazione è insoddisfacente perché a fronte del grado di attuazione, che per tutte le Regioni è al di sopra del 90%, vi è un grado di utilizzo basso da parte dei cittadini e molto basso da parte dei medici. Secondo i dati del monitoraggio dell’Agenzia digitale, al quarto trimestre del 2021 solo due Regioni (Lazio e Sardegna) hanno un utilizzo da parte del 100% dei cittadini e altre due (Emilia-Romagna e Veneto) superano la soglia del 50%. Il grado di utilizzo dei medici è a macchia di leopardo: l’abilitazione al 100% vi è solo in sette Regioni mentre sei Regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Molise e Piemonte) l’abilitazione è compresa tra lo 0 e il 5%.

Ancora minore è la percentuale di medici che alimenta il FSE, solo in Val d’Aosta si raggiunge il 50% mentre le le altre Regioni, tranne Umbria e Sicilia, il valore è irrilevante. A fronte di queste criticità il PNRR ha previsto una linea di investimento che ha due prerequisiti per l’accesso ai fondi: l’85% dei MMG che alimenta il FSE e l’adozione o utilizzo del FSE da parte di tutte le Regioni e Provincie Autonome. Data la situazione di partenza si tratta di un obiettivo ambizioso ed irto di difficoltà e per garantire il raggiungimento dei prerequisiti e il rispetto dei tempi sono state adottate le Linee guida di attuazione del nuovo fascicolo sanitario elettronico.

QS – Linee guida di attuazione del nuovo fascicolo sanitario elettronico

https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=106225